
GENOVA – È evaso dal carcere facendo perdere le sue tracce dopo un permesso premio Bartolomeo Gagliano, 55 anni, serial killer accusato di tre omicidi, due prostitute e un uomo. Il pluriomicida è ricercato per rapina e evasione. L’uomo verso le 6 di questa mattina ha usato una pistola per minacciare un panettiere a Savona, poi lo ha costretto a salire in auto per farsi accompagnare a Genova, dove doveva rientrare nel carcere Marassi. Prima di partire, però, ha caricato in auto tre borse. Giunti a Genova, Gagliano ha fatto scendere il panettiere in via De Marini e si è allontanato con l’auto. Da quel momento si sono perse le sue tracce.
L’auto su cui è fuggito è una Fiat Panda di colore chiaro. Una nota di ricerca è stata diramata dal Commissariato di Cornigliano a tutte le questure di Italia. Posti di blocco sono stati istituiti a Genova e nelle principali arterie che conducono fuori dal capoluogo ligure. Nelle ricerche sono coinvolte tutte le forze dell’ordine.
Appena un anno fa Gagliano, detenuto nel carcere Marassi, si era ferito a un braccio per protestare contro la decisione di negargli il permesso di tornare a casa per le feste natalizie. Era stato poi trasportato all’ospedale San Martino e dopo le cure del caso è ritornato in cella. «E’ la dimostrazione – ha osservato Roberto Martinelli segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria – che la situazione carceraria resta allarmante». Secondo gli inquirenti l’uomo ha deciso all’ultimo momento di non rientrare in carcere. Ieri pomeriggio si era recato al dipartimento di salute mentale di Genova dove era seguito da tempo. La visita era già stata programmata, visto che l’uomo è anche stato dichiarato seminfermo di mente. Dopo è andato a trovare la madre a Savona. All’inizio della detenzione il serial killer aveva dato seri problemi: cercava sempre la rissa, era violento e conflittuale con gli altri detenuti e le guardie penitenziarie. Negli ultimi tre anni, invece, si era calmato e aveva tenuto una condotta regolare.
Nato a Nicosia, in provincia di Enna, nel 1958 e trasferitosi da bambino a Savona, è un personaggio considerato «molto pericoloso» dalle forze dell’ordine. Ha alle spalle tre omicidi e un tentato omicidio. Il primo delitto risale al 1981 quando uccise a Savona, sfondandole il cranio con una pietra, Paolina Fedi, di 29 anni, prostituta. Venne condannato a otto anni di manicomio criminale a Montelupo Fiorentino da dove evase nel 1989, assassinando poco dopo a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito e poi ferendo gravemente una prostituta. Azioni condotte assieme ad un complice, Francesco Sedda. La sua `firma´ sugli omicidi, ricordano gli inquirenti, era un colpo di pistola alla bocca. La sua carriera criminale è poi segnata da evasioni da ospedali psichiatrici, rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni, estorsioni. Era stato giudicato totalmente infermo di mente.