
LANCIANO – E’ disperata la signora Loredana Cacioppo. La donna, mamma di un figlio completamente invalido denuncia l’abbandono delle istituzioni per quanto riguarda l’assistenza al figlio. “Farò una colletta e andrò a Lourdes a chiedere un miracolo cosi’ la Asl non dovrà più preoccuparsi di mio figlio”.
Questo sfogo perché la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dal primo marzo scorso ha sospeso l’Adi, il servizio di assistenza domiciliare per centinaia di pazienti, anche gravi. “Da giugno 2012 dice ancora la signora – mio figlio e’ rimasto senza assistenza e servizio fisioterapico, mio figlio e’ invalido al 100% dalla nascita, e’ affetto dalla sindrome di Bartter (i reni non trattengono liquidi), vive in gastrostomia (ha una via di acceso esterna nello stomaco per infondere liquidi), e’ cieco, ha crisi epilettiche notturne e sta su una carrozzella”.
Il bambino nell’ottobre del 2012 ha subito una operazione chirurgica all’ospedale “Buzzi” di Milano per l’allungamento dei tendini vista la crescita e la mancata fisioterapia. Vitto e alloggio a carico della madre, senza nessuna assistenza se non l’operazione mutuabile. Il bambino ha bisogno urgentemente di fisioterapia e assistenza tolte, senza alcuna motivazione, dal giugno scorso. La madre da ottobre a dicembre ha pagato privatamente le prestazioni di fisioterapia (necessarie tra l’altro per rendere ottimali i risultati dell’operazione) sborsando 28 euro ad ora. Ma adesso, avendo anche una situazione familiare precaria – separata e senza lavoro perché deve stare accanto al bambino costantemente -è stata costretta a sospendere la fisioterapia.