
LONDRA – «Mi dimetto, il Paese ha bisogno di una nuova leaderhip». Il premier britannico David Cameron «prende atto della volontà del popolo» e annuncia le dimissioni nel suo intervento a Downing Street in una Londra che si risveglia sotto choc insieme al resto del mondo.
Alle 7 del mattino quello che era ormai evidente è diventato ufficiale: il Regno Unito ha votato per lasciare l’Europa. I favorevoli all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa hanno vinto il referendum con una percentuale che si avvicina al 52% e vantaggio di oltre un milione di voti
. Il leader storico degli euroscettici dell’Ukip, Nigel Farage, l’unico a sbilanciarsi in una raffica di dichiarazioni durante lo spoglio, canta apertamente vittoria: «Questa è l’alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles». Mentre da tutta Europa – Francia in testa – iniziano a sollevarsi cori che chiedono di seguire l’esempio di Londra.
Londra e la Scozia non sono riuscite a compensare la valanga dell’Inghilterra profonda, ma anche del Galles. Forse un ruolo lo ha giocato anche il maltempo, con l’impatto che la pioggia torrenziale di ieri ha avuto sull’affluenza alle urne nella capitale. In ogni caso la partita è chiusa.
E la reazione dei mercati – euforica dopo il primo opinion poll che aveva dato Remain al 52% – ne è una conferma: sterlina ai minimi storici sul dollaro dopo una discesa a precipizio peggiore di quella del Venerdì Nero del 1992, panico nelle borse di mezzo mondo.