
PESCARA – Il Pescara è matematicamente in serie B. Ma la grinta e la voglia di sfogarsi di Bucchi non si è placata affatto. Anzi. Il mister dice di essere ” incazzato nero”. Il riferimento è alla gara di domenica contro il Genoa: “mi ha fatto più male questa sconfitta di quella di Parma perché abbiamo perso con una squadra in netta difficoltà. Abbiamo fatto i primi dieci minuti bene, poi nel primo gol una dormita totale in superiorità numerica. Il secondo gol, inventato da Borriello, ma con un fallo di mano clamoroso per il quale mi sono arrabbiato tantissimo, il terzo lo abbiamo regalato noi e il quarto un po’ fortuito. Se Perin era più furbo restava a terra e l’arbitro fischiava. Ho visto una squadra che non ha messo niente in campo. Se prendevamo 4 gol dalla Juve ci potevano stare, avevano fatto 25 occasioni, il Genoa no. Abbiamo fatto troppo poco e in Serie A quei gol non li puoi prendere”. Insomma Bucchi non ci sta proprio.
Una sconfitta che si poteva evitare insomma.“La Serie A non ti permette di giocare senza mordente ed intensità”, prosegue. “Non avevamo nulla da perdere e dovevamo combattere fino alla fine anche se perdi 10-0. Lo dico con grandissima onestà: prima di fare una squadra di calciatori devi avere una squadra di uomini. E’ mancata una spina dorsale importante nello spogliatoio. Serve gente che in campo s’incazzi e reagisca. Non credo di dire nulla di nuovo”. Tre gare alle fine poi si penserà al futuro: “dopo la partita di Genova ero talmente arrabbiato che non ho pensato nemmeno che eravamo matematicamente retrocessi. E’ una sconfitta anche per me, speravo arrivasse il più tardi possibile. Mi dispiace, nonostante tutte le difficoltà potevamo e dovevamo fare cose diverse. Abbiamo ancora tre partite e me le voglio godere. Spero sia così anche per i ragazzi, non so quanti di loro riassaporeranno questa categoria. Ho dato tutto quello che potevo dare e ce la metterò tutta fino alla partita con la Fiorentina, non ho rimpianti.
Il mister però ammette che i troppi infortuni hanno comunque influito sul campionato, ma dice di non dirlo per avere un alibi. E a proposito , probabilmente staranno fermi ai box Di Franceso e Cosic, anche se si spera di recuperarli per il Milan. Zauri invece, giocherà al posto di Zanon “ma non per demerito”. Alla domanda sul futuro della squadra, l’ennesima, Bucchi ha le idee chiare: “Credo sappia cosa voglia fare, ha avuto un percorso perfetto dal loro insediamento prima di questa stagione. Nei momenti negativi c’è sempre un percorso di crescita. Non credo in rivoluzioni clamorose, ma in correzioni e cambi inevitabili. In questa squadra credo ci siano 6 o 7 giocatori che sono il punto di ripartenza”.
Poi parla del Milan: “E’ una partita che dà stimoli, ha grandi campioni e sta facendo un grandissimo campionato. Allegri ha fatto l’anno più bello dopo la rivoluzione che c’è stata, nel girone di ritorno ha fatto più punti di tutti. Si vede la sua mano. Spero che il Pescara faccia una gran bella figura, lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri tifosi. Vorrei una vittoria, penso che la merito perché c’ho messo l’anima. E per una soddisfazione ai nostri tifosi che ci hanno supportato e sostenuto anche nel girone di ritorno ”.
Situazione diversa, invece, in casa Milan. Adriano Galliani lo ha definito quasi un match-point: vincere a Pescara significherebbe blindare il terzo posto Champions. Ma fa bene Massimiliano Allegri a non sottovalutare la trasferta. L’Adriatico tutto esaurito è un chiaro segnale: abruzzesi e tifosi contro per il prestigio. Il tecnico torna nella “sua” Pescara con una certezza: “Sarà una partita molto difficile. Ci daranno dentro per fare bella figura prima di abbandonare la serie A e per dare una soddisfazione al loro allenatore Bucchi che non ha ancora vinto. Per noi ovviamente è determinante perché ci consentirebbe di mantenere i 4 punti sui viola”. Insomma, una partita da non sottovalutare, perché sottolinea Allegri: “Un passo falso potrebbe influire negativamente sulla sfida alla Roma”.
Allegri torna quindi nel suo passato, nello stadio in cui segnò due gol proprio al Milan (13 settembre 1992, 5-4 per i rossoneri). “E’ il destino – sostiene Allegri -. Spero in una bella vittoria perché ci consentirebbe di aumentare le nostre possibilità di arrivare terzi. La immagino già la partita. Loro saranno liberi di testa e ci faranno sudare. A tratti hanno creato problemi a Roma e Genoa. Auguro al Pescara di tornare subito in serie A, perché la città lo merita”.
Milan che dovrà rinunciare allo squalificato Boateng. Sul possibile tridente Allegri non ha ancora deciso. “Davanti giocherà Balotelli – spiega – e poi due tra Niang, Robinho ed El Shaarawy. C’è la possibilità che possa partire Pazzini dall’inizio, ma al fianco di Balo mi sembra un’idea un po’ remota; è difficile perché in questo momento ci dà molto entrando a partita in corso”. Per espugnare Pescara serviranno freddezza, tranquillità e serenità. “C’è la voglia e la consapevolezza di quello che i ragazzi hanno fatto e devono finire di fare. Non ci deve essere fretta, le partite si vincono quando l’arbitro fischia la fine. Le motivazioni devono fare la differenza” aggiunge il tecnico rossonero.
Queste le probabili formazioni:
Pescara: Perin, Zauri, Cosic, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni, Di Francesco, Cascione, sculli, Sforzini. All. Bucchi-Nobili
Milan: Abbiati, Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio, Flamini, Muntari, Nocerino, Niang-Balotelli-El Sharaawy’. All. Allegri
Arbitro: sig. Russo, coadiuvato dagli assistenti Dobosz-LA Rocca e dagli addizionali Damato-Pinzani (IV Uomo: Rubino)
Fischio d’inizio ore 18,00.