
ROMA – Nonostante la conquista di due Comuni sui tre in cui era andato al ballottaggio, il Movimento 5 Stelle non brilla. E il giorno dopo è tempo di bilanci, mentre a Palazzo Madama c’è il cambio della guardia alla guida del gruppo: fuori Vito Crimi, il nuovo numero uno dei senatori è Nicola Morra, che ha battuto , con 24 voti contro 22 (due le schede bianche), Luis Alberto Orellana. Nel corso dell’assemblea di gruppo trasmessa in streaming sulla “Cosa”, l’esponente dell’ala più “ortodossa” e lo sfidante hanno negato l’esistenza di una contrapposizione politica aperta.
Il forte astensionismo in Sicilia – dove i grillini avevano trionfato alle regionali del 2012 – è tuttavia un dato da registrare. E che non piace al leader: «Elezione dopo elezione il disgusto sale, il termometro dell’astensione si surriscalda, se alle prossime politiche superasse la soglia del 70% la Repubblica, lo Stato, il Governo e il Parlamento sarebbero delegittimati. È questo che si vuole?», chiede Beppe Grillo sul suo blog.
La risposta arriva diretta dalla senatrice Adele Gambaro, intervistatasu Sky Tg24: «Due comuni al M5s non sono un successo, ma una debacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse – spiega -. Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo». E continua: «Noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all’interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee; il disagio c’è ed è evidente, ma – conclude – non arriva a un dissenso vero e proprio».