
PESCARA – Quasi cinque anni fa aveva sparato contro una vetrina di una lavanderia perché i titolari lo avevano “disturbato” mentre picchiava la sua fidanzata. Adesso gli agenti della mobile di Pescara lo hanno arrestato. E’ Junior Insolia, 25 anni, ritenuto uno dei boss del quartiere Fontanelle, uno degli ultimi rimasti a piede libero dopo le operazioni dei mesi scorsi. Il giovane deve scontare un residuo di pena di due anni e 8 mesi per tentato omicidio e porto abusivo di armi.
Era il 2 settembre 2008 quando Insolia, all’epoca ventunenne ma gia’ con una carriera criminale alle spalle, esplose i due colpi di pistola insieme ad un complice contro la vetrina dellalavanderia nel quartiere Portanuova di Pescara. Come già detto i proprietari, poco prima, lo avevano interrotto mentre pestava la sua fidanzata per un banale litigio. “Adesso torno e vi faccio vedere”, aveva minacciato Insolia allontanandosi da li’. Effettivamente lo fece per cui oggi deve scontare un residuo dei quattro anni di reclusione a cui era stato condannato per quella vicenda
Insolia e’ nato e cresciuto nel rione di “Fontanelle” insieme ai fratelli, come lui quasi tutti pregiudicati. A sedici anni ha iniziato la sua carriera criminale – dicono dalla polizia – con piccoli furti e la rapina di un portafoglio ai danni di un coetaneo e via via ha stretto legami con le famiglie rom dei Ciarelli e degli Spinelli, ma anche con esponenti del mondo ultras del Pescara ed e’ stato indagato un paio di volte anche per reati collegati al mondo della droga tanto da guadagnarsi, nel giro di pochi anni, lo “status” di sorvegliato speciale.
Poi c’e’ stato l’assalto alla lavanderia da parte del giovane. L’ultima denuncia nei suoi confronti e’ arrivata da due attiviste dell’Associazione “Insieme per Fontanelle”, una delle quali disabile, che vivono nello stesso palazzo di Insolia, in via Caduti per Servizio, e lo hanno segnalato per stalking.