
L’AQUILA – Chiodi lascia l’incarico da Commissario Delegato per la Ricostruzione. “Ho appena comunicato al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti la mia decisione” annuncia il presidente della Regione Abruzzo. “Ho da tempo preannunciato che dopo le elezioni amministrative – aggiunge – ritenendo superata la fase dell’emergenza, avrei rimesso il mio mandato per passare il testimone alle istituzioni locali, ciascuna per la parte di propria competenza. Questo passaggio, secondo i patti, ci sarebbe dovuto essere il 30 giugno scorso. Non essendo cio’ avvenuto, non sono disposto ad aspettare oltre – dice Chiodi in una nota – essendo sempre piu’ urgente che le istituzioni locali assumano su di loro ogni responsabilita’ circa la ricostruzione, senza piu’ avere alibi e ‘capri espiatori’.
Ho evidenziato al Presidente del Consiglio la necessita’ che le competenze sulla ricostruzione passino effettivamente alle istituzioni locali, senza tentazioni accentratrici, nel rispetto totale del dettato costituzionale. Diversamente, non si tratterebbe della cessazione del commissariamento, ma solo del cambio del soggetto che esplica le funzioni di commissario. Ho ricordato a Monti quanto e’ stato fatto e che tutto e’ stato approntato affinche’ la ricostruzione dei centri storici puo’ ora essere avviata: dai cantieri chiusi a quelli avviati fuori il perimetro dei centri storici, al dettagliato e valido corpus normativo approntato, agli interventi conclusi e avviati sugli immobili pubblici, sulle scuole e ai contributi e incentivi in tema di rilancio economico.
Ora – prosegue Chiodi – il governo deve consentire che le attivita’ materiali di ricostruzione, perche’ cio’ e’ quello che bisogna fare nei prossimi anni, possano tranquillamente e celermente essere condotte dagli enti competenti, che hanno legittimazione popolare. Del resto, essendo queste mere attivita’ di ordine esecutivo anche il Sindaco dell’Aquila e i suoi colleghi di partito possono porle in essere con successo. Ora, nella qualita’ di Presidente della Regione Abruzzo, il mio compito sara’ quello di garante della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, a tutela delle legittime aspettative dei cittadini aquilani e degli altri comuni interessati”.
Questo comunque il testo integrale della lettera:
“Onorevole Presidente, come lei sa, dal 1 febbraio 2010, per iniziativa del governo e su decisione del Parlamento della Repubblica, sono stato nominato Commissario Delegato per la Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. A quella data ereditavo gli esiti di un immenso lavoro fatto dal governo, per mano della Protezione Civile nazionale, che ha operato in modo efficace nella fase piú strettamente emergenziale. Ho assunto quel compito con l’impegno di chiudere l’emergenza e di avviare la ricostruzione materiale, sociale ed economica di quella parte dell’Abruzzo terribilmente segnata dall’evento sismico. Quell’impegno si è sostanzialmente concluso da qualche mese e, di conseguenza, già dal dicembre dello scorso anno ho pubblicamente dichiarato di essere intenzionato a favorire il processo di ritorno alle competenze ordinarie a favore della Regione Abruzzo e degli enti locali, secondo quanto stabilisce la nostra Carta Costituzionale.
Da quel 6 aprile, credo oggettivamente come mai fatto nel nostro Paese, è stato compiuto uno sforzo titanico da parte dello Stato. Dopo soli sei mesi a tutti i cittadini senza casa è stato assicurato un tetto sicuro e stabile. Coloro i quali erano stati interessati da danni importanti sono stati collocati nel progetto CASE e nei MAP, mentre tutti coloro che sarebbero presto rientrati nelle loro originarie abitazioni sono stati ospitati, a carico dello Stato, negli alberghi abruzzesi, in soluzioni abitative autonome e in altre strutture. In soli cinque mesi abbiamo riportato all’Aquila e negli altri comuni colpiti tutti i 17.000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado danneggiate dal terremoto. Ció attraverso la costruzione di nuove scuole modulari, straordinariamente piú sicure di quelle precedenti che in pochissimi casi erano addirittura collaudate, e attraverso la riparazione e messa in sicurezza di oltre settanta edifici scolastici preesistenti. L’Università, attraverso una serie di azioni di sostegno mirate e grazie alla sua classe dirigente, ha ripreso immediatamente le attività ed ha assicurato la continuità necessaria a tenere in vita una istituzione fondamentale per il tessuto socio economico del capoluogo d’Abruzzo. La ricostruzione è stata avviata. Oltre 11.000 cantieri hanno permesso la riparazione di immobili privati fuori centro storico con danni medi e lievi, consentendo a 35.000 persone di rientrare a casa propria. La ricostruzione degli immobili fuori centro storico danneggiati gravemente, per i quali si è stabilito di far presentare le relative domande di contributo entro il 31 agosto 2011 – ne sono pervenute oltre 9.000 – è stata avviata con circa 700 cantieri aperti, circa 5.000 ammissioni definitive a contributo e con l’esame quasi completato di tutti i progetti. Per la ricostruzione dei centri storici, per la quale la legge stabilisce la competenza a redigere i piani di ricostruzione da parte dei Sindaci, la struttura commissariale ha definito tutti i dettagli tecnici e normativi e ne ha definito in modo puntuale le necessità di ordine finanziario.
Tale imponente e complesso lavoro preparatorio sta consentendo di sottoscrivere le prime intese da parte dello scrivente dei piani di ricostruzione di quei comuni che hanno piú celermente ed efficacemente lavorato, con soddisfazione generale circa la qualità delle elaborazioni. Come Commissario ho poi impostato un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici della Regione Abruzzo, situati nelle zone piú a rischio sismico, che interesserà oltre 200 istituti, tutte e quattro le province abruzzesi, con un impegno finanziario di 226 milioni di euro. Entro i prossimi sei mesi, la stragrande maggioranza dei piani, compreso quello del capoluogo, potranno essere operativi, consentendo pertanto di intervenire anche all’interno dei centri storici. Sul piano del rilancio economico, si è intervenuti, da un lato, con contributi per i danni alle imprese – con un impegno complessivo di oltre 160 milioni di euro tra fondi statali e regionali – e, dall’altro, con la previsione di 90 milioni di euro per incentivi.
Oltre ai 600 milioni di euro che hanno consentito l’abbattimento del 60 per cento delle tasse, imposte e contributi sospesi a causa del sisma e da restituire dopo la fine della sospensione: ció è andato a beneficio diretto di cittadini e imprese che hanno potuto godere e godranno di importanti risorse per lo stimolo di consumi e risparmi. Tutto quanto questo lavoro, come a sua conoscenza, è stato largamente riconosciuto dal Ministro Fabrizio Barca, da lei delegato a seguire le vicende abruzzesi sul terremoto, con il quale abbiamo condiviso, nell’ultimo periodo, una serie di norme per accelerare i processi della ricostruzione e abbiamo proficuamente interloquito sulla norma di legge in preparazione che disciplinerà la cessazione dell’emergenza con conseguente ritorno delle competenze alla Regione Abruzzo e agli enti locali. Su quest’ultimo tema, come ho già riferito allo stesso Ministro Barca, auspico che vengano effettivamente applicati gli articoli 117 e 118 della Costituzione, consegnando alle istituzioni locali, ciascuna secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, le proprie naturali competenze senza alcuna tentazione di accentramento e, quindi, di mantenimento di poteri para-commissariali. Pertanto, alla luce delle attività svolte, è mia ferma intenzione agevolare tempestivamente la responsabilizzazione delle istituzioni locali che, ora, dovranno procedere con la ricostruzione dei centri storici con tempi certi, trasparenza ed efficacia.
Ritengo quindi, Signor Presidente, che il mio ruolo da Commissario si sia esaurito e, conseguentemente, con la presente, rimetto nelle sue mani il mio mandato da Commissario Delegato per la Ricostruzione. Con l’occasione mi corre l’obbligo di ringraziare tutti i collaboratori che mi hanno coadiuvato nell’imponente compito che mi è stato affidato. Un sentito ringraziamento va anche al Governo che lei presiede, così come al precedente presieduto dall’On. Silvio Berlusconi, in quanto quali danti causa del mio ruolo, non hanno mai mancato di sostenere e consigliare le difficili scelte che tutti i giorni è stato necessario fare. Distinti saluti, Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo (Gianni Chiodi)