
L’AQUILA – E’ il giorno della Grandi Rischi. Questa mattina, nell’aula magna della Cassazione, è iniziato il processo davanti alla quarta sezione penale, presieduta da Fausto Izzo. I giudici sono chiamati ad esaminare i ricorsi presentati dalle parti civili e dalla Procura generale dell’Aquila contro la sentenza con cui il 10 novembre dello scorso anno, la Corte d’appello dell’Aquila, ribaltando il verdetto del Tribunale, pronuncio’ l’assoluzione per sei dei sette componenti della commissione: Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi; Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e.; Claudio Eva, ordinario di Fisica all’Universita’ di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’Ufficio rischio sismico di Protezione civile.
L’unico condannato in appello fu Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico del Dipartimento della Protezione civile, a cui i giudici d’appello hanno inflitto una pena (sospesa) a due anni. In primo grado, invece, tutti e sette gli imputati erano stati condannati a sei anni.
Il verdetto della Cassazione e’ atteso tra stasera e domani: l’Aula magna, infatti, e’ stata resa disponibile per questo processo in queste due date. Tutto dipendera’ dal tempo che i numerosi avvocati impiegheranno per svolgere le loro arringhe. Per la Procura generale della Cassazione interverra’ il sostituto pg Maria Giuseppina Fodaroni. Tra i ricorsi presentati alla Suprema Corte, anche quello della Presidenza del Consiglio, in qualita’ di responsabile civile, mentre il Comune dell’Aquila figura tra le parti civili.
Intanto alcuni familiari delle vittime del sisma hanno organizzato un flash mob per chiedere giustizia per le vittime del terremoto. Un lungo striscione e’ stato esposto nei giardini di piazza Cavour, proprio davanti l’entrata della Corte, con su scritto ‘Contro chi ha rassicurato invece di allarmare, contro un sistema malato che protegge se stesso chiediamo giustizia’. Al flash mob partecipa un gruppo di persone che indossano magliette bianche con la scritta ‘Rassicurato’.