
PESCARA – Secondo giorno di tregua maltempo e secondo giorno di conta dei danni. La situazione su tutta la regione non è certo delle migliori. Soprattutto sulla costa, dove il nubifragio dei giorni scorsi è stato tremendo. Adesso le istituzioni, gli enti, i politici, le associazioni di categoria, un po’ tutti insomma, chiedono aiuto.
“Faccio un appello alla Presidenza del Senato perché si faccia portatrice di una richiesta al governo. L’Abruzzo e’ da giorni piegato dal maltempo, la costa e’ allagata, le scuole e gli uffici sono chiusi in molte zone, i danni non si contano. E’ necessario un intervento straordinario del governo, al piu’ presto, per ripristinare condizioni di normalita’ nella regione”. Si è espressa così la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, prendendo la parola nell’Aula di Palazzo Madama.
“L’Abruzzo, gia’ piegato da altre calamita’ – ha proseguito Stefania Pezzopane – sta subendo una vera e propria alluvione, che purtroppo ha avuto anche, come e’ noto, una vittima, una donna morta a Pescara in un sottopasso senza un reale motivo, solo perche’ stava andando a soccorrere sua madre che aveva la casa allagata. I sindaci sono da giorni in estrema difficolta’ per fornire aiuto, gli sfollati sono gia’ piu’ di mille. Preoccupano le condizioni della costa, che grazie al turismo e’ una fonte di reddito fondamentale e il dissesto idrogeologico. So che si stanno avviando le procedure per la richiesta dello stato d’emergenza. Come senatrice del Pd eletta in Abruzzo, ho sentito l’esigenza di comunicare all’Assemblea del Senato l’emergenza della situazione e sto presentando un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri competenti perche’ urgono interventi per la messa in sicurezza del territorio, la prevenzione, il soccorso agli sfollati e alle attivita’ produttive”.
Il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, ha scritto invece direttamente premier Enrico Letta e al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per sostenere lo stato di emergenza: “La violenta ondata di maltempo che ha colpito indistintamente tutte le Province Abruzzesi richiede la deliberazione immediata dello stato di emergenza con contestuale assegnazione di dotazioni finanziarie per la messa in sicurezza dei luoghi danneggiati”. Di Giuseppantonio ha scritto la missiva in qualita’ di presidente dell’Unione delle Province Abruzzesi, sottolineando tutta la sua preoccupazione per le conseguenze delle recenti piogge, che si sono aggiunte alle nevicate e alle ondate di maltempo della prima meta’ di novembre: “Si evidenziano danni gravissimi tra cui estese voragini, smottamenti e frane lungo le strade provinciali, allagamenti di campagne e edifici, tra cui quelli scolastici, evacuazione di abitazioni, erosione costiera e esondazione di fiumi: criticita’, queste – evidenzia Di Giuseppantonio – che hanno causato l’adozione di provvedimenti urgenti quali la chiusura di strade, ponti e edifici pubblici”. Altro problema e’ il rispetto del patto di stabilita’, per il quale il presidente chiede una deroga: “Le risorse di bilancio destinate agli interventi per arginare i problemi siano escluse dal rispetto del patto”
Formula le sue richieste anche il segretario regionale della Fab Cna Balneatori, Cristiano Tomei, che descrive uno scenario di guerra sulle coste abruzzesi: “La Regione acceleri i tempi per la realizzazione dei progetti di difesa della costa. Al momento – afferma – non e’ ancora possibile quantificare una stima definitiva dei danni arrecati alle spiagge e alle strutture turistiche, ma si tratta di un quadro che gia’ nelle prossime ore apparira’ nella sua evidente drammaticita’. Attraverso i nostri associati – prosegue – abbiamo potuto ricostruire una situazione di particolare criticita’ nella zona di Martinsincuro e Villa Rosa, ma anche, piu’ a sud, a Roseto, Pineto, Silvi, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Vasto e San Salvo. Realta’ in cui le spiagge sono danneggiate in modo grave”. “Quello che si configura – aggiunge Tomei – e’ un autentico danno al patrimonio del nostro territorio e alla sua economia, di cui le spiagge rappresentano un pezzo decisivo”. “Paghiamo – accusa – posizioni miopi che negli anni passati, ma anche in quelli recenti, non hanno saputo affrontare il problema nelle sue dimensioni complessive e reali: che sono, certamente, gli interventi sulle spiagge, ma sono – come purtroppo dimostrano le vicende di queste ore – quelli legati ai tanti fiumi e corsi d’acqua che sboccano sull’Adriatico. Bacini lasciati a se stessi, spesso cementificati, che in caso di precipitazioni abbondanti finiscono per diventare la causa principale dei disastri arrecati all’ambiente, alle strutture e alle persone”.
Ezio Ardizzi, della Confcommercio si rivolge invece al Comune di Pescara, chiedendo “L’esonero dal pagamento dei tributi locali, a partire dalla Tares, ed il recupero di risorse che potrebbero scaturire dalla sospensione di opere pubbliche che, a maggior ragione in questa drammatica fase, appaiono superflue”. Al Comune si chiede “di attivarsi immediatamente per aiutare concretamente le famiglie e le attivita’ economiche che hanno riportato gravi danni a causa del maltempo dei giorni scorsi. “Di fronte all’ennesimo dramma cittadino con interi quartieri letteralmente sommersi e con attivita’ commerciali e case invase da fiumi di acqua e fango – osserva Ardizzi – ci chiediamo se le tante risorse che l’Amministrazione ha destinato a presunti abbellimenti di facciata potevano essere meglio spese per interventi strutturali su fogne e collettori.
Considerati i “danni all’agricoltura locale con aziende e cooperative agricole messe in ginocchio, si mobilita anche Confcoperative Abruzzo. Il direttore regionale Battista Tamponi esprime “grande preoccupazione per questa situazione e chiede a tutte le istituzioni di adottare un intervento immediato di aiuto verso le aziende colpite, sollecitando altresi’ che vengano attuate misure e interventi di prevenzione per evitare che la fragilita’ del territorio abruzzese generi ogni volta danni cosi’ ingenti alle aziende agricole”.