
ROMA – “Sono decenni che la buona politica denuncia l’assenza di una disciplina democratica dei partiti e francamente quella in atto mi sembra una polemica pretestuosa e sbagliata”. Il giorno dopo la presentazione del ddl subito ribattezzato “anti-movimenti” il presidente del Gruppo Pd al Senato, Luigi Zanda si dice pronto a ritirarlo. “Sono stupito – sottolinea l’esponente Pd – il disegno di legge sull’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione era stato presentato nella scorsa legislatura e riproposto quasi automaticamente, come di prassi, visto che non era stato affrontato prima delle elezioni. Il testo ha un obiettivo molto trasparente, indicando norme sulla democrazia interna ai partiti e sulla trasparenza dei loro bilanci”. Ma “se questa è l’interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento”, dice ancora Zanda. “Quando è stato presentato la prima volta il Movimento 5 Stelle non era nemmeno in Parlamento – conclude Zanda – e a nessuno, tantomeno ad Anna Finocchiaro che era la prima firmataria, è mai passato per la testa che potesse riguardare questo o quel partito”.
Fine della storia? No perché la Finocchiaro, cofirmataria del ddl rilancia: «Per quanto mi riguarda non si ritira». La questione ha scatenato le reazioni di buona parte del mondo politico e in particolare di Grillo che dal blog esulta già: «Zanda del pdmenoelle ha ritirato il testo della legge anti-Movimento. Il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni”. Critico anche Rutelli: «Penso che se si volesse fare un regalo a Grillo, che oggi è in difficoltà, questo gli somigli molto. Mi sembra che non sia mai il caso di dichiarare chi si debba escludere dalle elezioni – ha detto Rutelli -. Si tratta di lasciare la parola ai cittadini e secondo me gli italiani non ci mettono molto a rendersi conto che di fronte alla difficoltà, alla durezza delle scelte, alla necessità di unirsi, c’è bisogno di riposte e in questi mesi i grillini non sono sembrati molto in grado di dare delle risposte veramente profonde, innovative. Allora – ha concluso – dire che vengono messi fuori gioco da un cavillo legislativo mi pare sinceramente sbagliato».