
BUSSI SUL TIRINO – Il Reparto operativo aeronavale (Roan) della Finanza di Pescara ha posto sotto sequestro l’area della discarica di Bussi su disposizione del gip di Pescara per mancata messa in sicurezza del sito, continuazione del disastro ambientale e inquinamento delle acque. Gli indagati sono otto, tutti dipendenti della Solvay chimica.
I terreni interessati dal provvedimento di sequestro hanno un’estensione di circa 55.000 metri quadri. Le tre discariche erano gia’ state sequestrate nel 2007 dalla forestale di Pescara e attualmente sono oggetto di un procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Chieti, che conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque destinate ad uso potabile.
L’inchiesta che ha portato al nuovo sequestro conta invece 8 indagati tra i vertici delle due societa’ che fanno capo alla Solvay e mira a far luce sulla mancata messa in sicurezza delle tre discariche imposta dal ministero dell’Ambiente e volta ad impedire il contatto fra le discariche inquinanti con le falde freatiche e le acque fluviali. Tale omissione potrebbe comportare, come specificato nell’ordinanza del gip, il perseverare degli effetti di precipitazione e di percolamento dei rifiuti gia’ interrati nelle suddette discariche con conseguente pericolo per l’ambiente e la salute pubblica. Per questo motivo oltre al reato ambientale e’ contestato anche il reato di disastro ambientale colposo. Come richiesto dalla procura, le aree poste sotto sequestro sono state affidate in giudiziale custodia al ministero dell’Ambiente gia’ direttamente interessato a seguito dell’istituzione del Sito di Interesse Nazionale di Bussi sul Tirino poiche’ assuma le determinazioni piu’ adeguate secondo la normativa di settore.
Nel pomeriggio non è tardata ad arrivare la replica della Solvay, che sottolinea la sua “completa estraneita’ ai fatti imputati”. “Come attuale proprietaria del sito, Solvay – si legge in una nota – ha iniziato e sta implementando, in accordo con le autorita’, un progetto di Messa in Sicurezza Permanente che e’ stato richiesto dal ministero dell’Ambiente. Alcune azioni sono gia’ state intraprese, ad altre sono in fase di attuazione, con un progressivo miglioramento dell’impatto ambientale. Solvay non e’ minimamente responsabile dell’inquinamento pregresso, e da quando e’ partita l’emergenza ambientale nel 2007 nell’area di Bussi sul Tirino, ha da subito collaborato con gli Enti e le forze di investigazione. Solvay – puntualizza la nota – e’ stata riconosciuta parte civile e non e’ imputata nel processo ambientale in corso presso la Corte di Assise di Chieti, che cita invece in giudizio (Mont) Edison come unico responsabile. I legali delle societa’ hanno fatto richiesta per avere accesso agli atti di indagine con la piena convinzione di poter provare, il prima possibile, che l’azienda ha fatto in questi anni tutto quel che era doveroso”, conclude la nota.