
ROMA – Sarà una non stop di votazioni. Se necessario anche fino a domenica nel caso il parlamento non riuscirà a eleggere il presidente della Repubblica nella prima seduta che parte domani dalle ore 10. È quanto ha deciso la riunione congiunta delle capigruppo di Camera e Senato che si è svolta a Montecitorio e presieduta da Laura Boldrini e Pietro Grasso. Considerando che ogni votazione (compreso lo spoglio) durerà circa quattro o cinque ore, si è deciso di tenere due scrutini al giorno. Domani quindi è stata prevista anche una seduta pomeridiana intorno alle 15-15.30. Se ci sarà fumata nera le votazioni si terranno anche venerdì, sabato e domenica.
Per quanto riguarda le modalità delle votazioni, le capigruppo di Camera e Senato hanno deciso che si procederà con due ‘chiamè per ordine alfabetico: prima i senatori partendo da quelli a vita, poi i deputati, infine i delegati regionali. Passeranno tutti attraverso le quattro cabine allestite nell’emiciclo di Montecitorio. Per i primi tre scrutini sarà necessaria una maggioranza dei 2/3 che, è stato calcolato, corrisponde a 672 “grandi elettori”. Dalla quarta votazione in poi basterà la maggioranza assoluta. Le sedute convocate per l’elezione del presidente della Repubblica sono da considerarsi come seggio elettorale, quindi non saranno ammessi interventi per proporre candidature, interventi per dichiarazioni di voto o per introdurre dibattiti.
Saranno ammessi invece interventi sulla regolarità del voto o sulla costituzione del seggio e elettorale. Per prassi sono da considerarsi dispersi i voti inferiori a due mentre non si darà lettura del contenuto delle schede nulle. Saranno considerate nulle le schede dove viene indicato più di un nome, dove vengono riportate frasi sconvenienti, dove vengono apposti altri segni o segni di riconoscimento, quelle illeggibili e quelle in cui vengano indicati candidati che non abbiano i requisiti richiesti per l’elezione (come l’età minima di 50 anni).
I voti che non sarà possibile attribuire saranno considerati nulli o dispersi. Se nelle votazioni in cui è richiesta la maggioranza dei 2/3 servono almeno 672 preferenze dalla quarta in poi basteranno 504 voti.