
CITTA’ SANT’ANGELO – Un fabbrica di fuochi d’artificio è esplosa nel pescarese, a Citta’ Sant’Angelo. Ci sono stati un morto e sei feriti. La vittima è Alessio Di Giacomo, figlio di uno dei proprietari dell’impresa ‘Fratelli Di Giacomo’. Oltre allo stabilimento,sono ingenti i danni alle vicine attivita’ commerciali e alle e abitazioni. Ci sono anche tre dispersi: Mauro Di Giacomo, 45 anni, titolare della fabbrica e padre della vittima, Federico Di Giacomo, fratello del titolare, e Roberto Di Giacomo, di cui al momento non si conosce il grado di parentela con il proprietario dell’azienda.
Il giovane deceduto sarebbe stato investito da una esplosione all’esterno di una della casematte esplose e rase al suolo. Alessio Di Giacomo e’ stato soccorso dopo la prima esplosione dal personale del 118.. Gli e’ stato detto di stare lontano dalla zona interessata al boato ma lui ha comunque voluto raggiungere l’area ed e’ stato investito dalla seconda esplosione che lo ha travolto.
Tra le persone messe in salvo dai soccorritori la nonna della vittima e la badante. Quest’ultima e’ stata portata in salvo dai carabinieri del radiomobile di Montesilvano prima della seconda esplosione. La nonna e’ stata recuperata subito dopo ed e’ stata trasportata all’ospedale di Penne. La donna, malata di alzheimer, ha riportato ferite lievi. Tra le persone che si sono salvate Gian Marco Di Giacomo, fratello della vittima, e Giordano Di Giacomo, che si e’ rifugiato nel bunker.
Tra i feriti ci sono i componenti della prima squadra dei vigili del fuoco arrivata a Villa Cipressi, che sono stati investiti dalla seconda esplosione, avvenuta alle 10.45 (la prima alle 10,15 circa). Ferite anche altre due persone.
Sono ancora in corso delle esplosioni di petardi per cui si attende che la zona si saturi per poi effettuare un sopralluogo nella casamatta adibita a fabbrica. L’allarme è scattato immediatamente e si è attivata la macchina dei soccorsi. Al momento non si conoscono le conseguenze dell’accaduto né le cause.
Sul posto oltre ai vigili del fuoco, carabinieri, polizia, arrivati con molti mezzi e anche con l’elicottero per soccorrere i feriti. Per spegnere i roghi stanno lavorando anche elicotteri e un Canadair, per far arrivare l’acqua direttamente sulla zona interessata.
Le esplosioni provenienti dalla fabbrica Di Giacomo sentiti dai testimoni sono stati diversi, pare tre, e le case della zona sono rimaste danneggiate. I testimoni parlano di una zona completamente bruciata. Il boato si e’ sentito fino a Penne. Tanto il fumo che impediva la vista. Si parla anche di dispersi. A Villa Cipressi è intervenuto anche il sindaco di Citta’ Sant’Angelo Gabriele Florindi che parla di “una tragedia che non dovrebbe mai succedere”. Conoscendo bene i titolari, “amici fraterni”, li definisce grandi e onesti lavoratori. Sono costernato”.
Sul posto anche il questore Passamonti e il capitano dei carabinieri Marinelli. Proprio Passamonti aggiorna la situazione parlando di un morto e sei feriti, di cui quattro vigili del fuoco, tutti ricoverati. Passamonti ha spiegato che cinque case matte sono andate completamente distrutte. “Una collina” distrutta, “come se ci si dovesse costruire sopra”, ha commentato parlando della estensione del rogo. “La casa matta non esiste piu'”, ha aggiunto. Al momento si sta procedendo alla bonifica. “Non si sa – ha chiarito – quante persone ci fossero. Solo i familiari possono dircelo”.
A Villa Cipressi, dopo l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio “Fratelli Di Giacomo”, c’e’ anche il prefetto Vincenzo D’Antuono, che si e’ avvicinato alla zona dove si e’ verificato l’incidente. “Tutta la zona sara’ circoscritta, transennata e sottoposta a tutela e sara’ bonificata” ha detto ai giornalisti. “Ci sono ancora delle fonti di rischio per i cittadini e sono a lavoro artificieri e vigili del fuoco. Saranno necessari giorni, probabilmente. I focolai di incendio sono motivo di attenzione – ha aggiunto – considerato che alla base di tutto c’e’ la polvere pirica. La sala della protezione civile in prefettura e’ stata attivata immediatamente e sara’ chiusa quando sara’ conclusa la situazione, cioe’ quando non ci sara’ piu’ alcun rischio – ha proseguito. Solo allora metteremo la parola fine – ha detto sempre D’Antuono – a questa tragica, drammatica situazione”. Quanto alle cause “sono in corso accertamenti tecnici. Sono diverse le ipotesi ma non si puo’ arrivare a nessuna conclusione”.