
L’AQUILA – Dopo l’analisi spietata dell’Unione europea sui fondi per il terremoto, piovono le reazioni. “Il dossier dell’Unione europea su sprechi e infiltrazioni malavitose all’Aquila nel dopo terremoto e’ un macigno pesante, che rischia di compromettere il nostro futuro”. Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane (Pd). “Il governo riferisca immediatamente in Parlamento e si faccia subito chiarezza. Sto gia’ predisponendo un’interrogazione sull’intera vicenda. Gli italiani e i terremotati – dice Pezzopane – devono sapere fino a che punto si e’ arrivati nella strumentalizzazione di questa tragedia. Il paradosso sta proprio nel contrasto tra gli sprechi della fase emergenziale e i rubinetti a secco in questa fase, quando la vera ricostruzione deve decollare. A distanza di quattro anni e mezzo dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila e i comuni del cratere – prosegue la senatrice – siamo ancora costretti a combattere una battaglia istituzionale e mediatica, per far comprendere che se non arriveranno finanziamenti adeguati, L’Aquila e i centri storici moriranno. Il Comune dell’Aquila ha pronti progetti per 900 milioni di euro, che non partono, perche’ i fondi non arrivano o arrivano con il contagocce”.
Il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla, primo firmatario della proposta di commissione d’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto all’Aquila oggetto di attenzione anche della Commissione di controllo del Bilancio del Parlamento europeo è dello stesso avviso: “Occorre istituire una commissione d’inchiesta parlamentare che indaghi sulle spese per la ricostruzione post-terremoto, e su come e’ stato usato il denaro dei contribuenti italiani e europei. Rinnovare l’impegno all’effettiva ricostruzione dell’Aquila nella trasparenza”. “Risulterebbe – aggiunge Melilla – che gli appartamenti costruiti per il progetto Case (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) siano costati il 158 per cento in piu’ del valore di mercato mentre il centro storico e’ ancora un ammasso di macerie”, continua il deputato abruzzese. “Il costo dell’operazione a carico dei contribuenti italiani ed europei e’ stato quantificato in molti miliardi di euro. E a oggi si vedono solo sprechi, materiali scadenti, appalti non chiari e case troppo care”. Per il parlamentare “Nella gestione dei fondi per la ricostruzione c’e’ stata un’opacita’ e una serie di intrecci tra politica e mondo degli affari che vanno scoperti”. Per questo ho presentato la proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta.
Sull’argomento intervengono anche, in una nota congiunta, i consiglieri regionali Antonio Saia (Pdci) e Maurizio Acerbo (Prc). “Il ‘documento di lavoro’ elaborato da Sondergaard per la Cont, Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento Europeo, sulla base anche dell’audit della Corte dei Conti europea – sostengono i due esponenti politici – conferma tante delle cose denunciate in questi anni e soprattutto nel periodo dell’acritica venerazione del duo Bertolaso-Berlusconi”.