
ROMA – Silvia Enrico la nuova presidente di Fare per Fermare il declino. Avvocato, Silvia Enrico è uno dei due coordinatori liguri di Fare per Fermare il Declino. Succede a Oscar Giannino dopo le sue dimissioni dalla carica di presidente. “C’è rispetto e c’è riconoscenza per il grande lavoro svolto finora da Oscar Giannino – dichiara Marco Beltrami, coordinatore ligure di Fare per Fermare il Declino- ma non c’è purtroppo “assoluzione” per una leggerezza di questo genere. C’è un grande dispiacere in tutti i simpatizzanti e gli aderenti liguri per questo fatto che rischia di macchiare la reputazione di una persona di grande capacità, entusiasmo e competenza economica e che tanto, negli ultimi mesi, si è impegnato per risvegliare le coscienze degli italiani e portare i temi dell’economia, del liberismo e dell’impresa al centro dell’agenda politica italiana. La decisione presa dimostra come il progetto politico di Fare per Fermare il Declino non sia legato né a un leader né alle singole persone, ma soltanto a chiari principi e ai tanti cittadini che in essi si riconoscono”.
«Giannino rimane, al momento, candidato premier di Fare per fermare il declino». Lo ha detto Franco Turco, coordinatore del movimento di Giannino a Cagliari e membro della direzione nazionale di Fare. Turco ha descritto Giannino come «molto provato dalla vicenda, ha avuto durante la riunione uno sfogo amaro e molto personale. Rimane candidato premier e abbiamo tutti chiesto che rimanga nel partito». Stesso concetto ribadito da Alberto Pera, candidato alla Camera nella circoscrizione Lazio 1: «Giannino si è dimesso da presidente di Fare, ma crediamo tutti che rimarrà nell’agone politico». La direzione ha poi formalizzato la richiesta a Giannino di rimanere nel partito nel documento finale al quale si sta lavorando per apportare gli ultimi ritocchi.
Poco prima Oscar Giannino aveva annunciato su twitter le «dimissioni irrevocabili da presidente in Direzione. I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private – ha scritto -non devono nuocere a Fare».
La direzione del movimento, chiamata a decidere sulle dimissioni del suo leader dopo il caso dei titoli accademici mai conseguiti, è in corso in un albergo nel cuore della capitale a pochi chilometri dalla stazione Termini. L’incontro va avanti ormai da quasi quattro ore mentre fuori cameramen e cronisti attendono il verdetto sul futuro di Giannino. Stamani è stato lui stesso ad aprire la direzione più volte interrotto, a quanto si apprende dai membri del board, alcuni collegati telefonicamente perché all’estero.