
PESCARA – Quinta sconfitta nelle ultime sei partite e scatta la contestazione. Ce n’è per tutti: Delli Carri, Sebastiani e poi tutta la squadra. L’unico che se la “scampa” è Bergodi. Ma proprio il tecnico è consapevole che non si può continuare così. Intanto il Cagliari regala un sorriso a Cellino, ancora in carcere, portando via da Pescara tre punti d’oro in chiave salvezza. L’eroe di giornata è Marco Sau che ha trovato il giorno migliore per approdare in doppia cifra (10 gol) nella classifica marcatori. Una doppietta d’autore in avvio di ripresa che un suggellato un evidente predominio territoriale della squadra di Pulga, facendo sprofondare nello sconforto il Pescara, da stasera a -4 dal quart’ultimo posto.
Il Cagliari ha dominato dall’inizio alla fine. Ha mostrato maggior capacità di palleggio, miglior pressing in fase di non possesso e superiore qualità negli uomini chiave. In tal senso va sottolineata l’ottima prova di Naingollan, Ekdal e Cossu, mai in difficoltà contro Blasi e compagni. Il Pescara ha avuto una sola carta a disposizione per dare un volto diverso alla partita. E’ capitata sui piedi di Weiss sul finire del primo tempo. Ma il destro del talentuoso attaccante slovacco è stato deviato da Agazzi sul palo. Lì in pratica è finita la partita dei biancazzurri. Decisamente troppo poco per non meritare la sconfitta.
Bergodi ha iniziato con un aggressivo 4-3-3, col recuperato Weiss al posto di Caprari nel tridente d’attacco: una soluzione che non ha avuto gli effetti sperati. Il Pescara ha costantemente sofferto l’inferiorità numerica in mezzo al campo e non le è bastata la generosità di Blasi per reggere il confronto. Poi, una volta uscito per infortunio D’Agostino, è calata anche la luce. Il Cagliari, invece, costretto a rinunciare agli squalificati Astori, Conti e Dessena, il duo Pulga-Lopez ha deciso di rivedere la difesa con lo spostamento al centro di Ariaudo (tra i migliori alla fine), l’inserimento a sinistra di Avelar e l’innesto di Casarini e del rientrante Naingollan in mediana. Davanti, inoltre (altra mossa azzeccata), Cossu è stato preferito a Thiago Ribeiro nel ruolo di trequartista.
Dopo un primo tempo bloccato, con solo un paio di brividi (un destro in girata di Ibarbo e il suddetto palo di Weiss), il Cagliari ha cambiato passo nella ripresa e in soli 8′ ha chiuso i conti: Sau si è travestito da centravanti e prima (53′) si è fatto trovare pronto allo stacco di testa in mezzo all’area su un centro dalla destra di Cossu poi (61′) ha girato in rete di sinistro un cross di Pisano.
Chi si aspettava una reazione del Pescara è rimasto deluso. La squadra, senza né capo né coda (Bergodi ha chiuso con un improbabile 3-3-4 con Blasi in regia e Vukusic e Caprari a supporto di Celik e Caraglio), non è mai riuscita a prendere il sopravvento. Il Cagliari ha ringraziato e ha addirittura chiuso consentendo ad Agazzi di rimanere inoperoso.
Il tabellino:
PESCARA-CAGLIARI 0-2
Pescara (4-3-2-1): Perin, Zanon (18′ st Caprari), Bianchi Arce, Bocchetti, Zauri, Blasi (37′ st Vukusic), D’Agostino (3′ st Bjarnason), Rizzo, Weiss, Celik, Caraglio. (32 Pelizzoli, 4 Cascione, 5 Capuano, 9 Abbruscato, 11 Modesto, 14 Balzano). All.: Bengodi.
Cagliari (4-3-1-2): Agazzi, Avelar, Ariaudo, Rossettini, Pisano, Ekdal (41′ st Eriksson), Nainggolan, Casarini, Cossu (27′ st Cabrera), Sau (37′ st Nen‚ Andreson), Ibarbo. (25 Avramov, 19 Thiago Ribeiro, 24 Perico, 51 Pinilla). All. Pulga. Arbitro: Gervasoni di Mantova
Reti: 6′ e 15′ st Sau
Angoli: 4-1 per il Cagliari
Recupero: 1′ e 4′ Espulso al 46′ st Weiss per gioco falloso
Ammoniti: Zauri, Zanon, Ekdal, Rizzo per gioco falloso.