
ROMA – Una resa dei conti durata solo un giorno quella nel Movimento 5 Stelle. Quasi nessun parlamentare segue Adele Gambaro nella sua polemica contro Beppe Grillo. Gli eletti si schierano compatti con il leader. Tutti ripetono lo stesso ritornello: “Chi è a disagio se ne può andare”. Per la senatrice ribelle si profila l’espulsione. Lei intanto ribadisce le accuse al capo in un’intervista a La Stampa: «Noi parlamentari siamo stati lasciati soli. In tre mesi Grillo non l’ho mai visto. Ho visto invece le scolaresche in Aula per cercare di capire come funziona la democrazia. Un momento importantissimo». E ancora: «I post violenti di Grillo hanno danneggiato il Movimento 5 Stelle in questa campagna elettorale. Lui è stato parte del problema. Soprattutto con l’ultimo post sul Parlamento».
A difesa di Grillo scende in campo Vito Crimi: «La maggioranza dei senatori non è in sintonia con coloro che hanno rilasciato dichiarazioni di questo tenore», afferma in una nota il capogruppo uscente del M5S, che parla di affermazioni «improvvide» forse fatte «con l’obiettivo preciso» di distruggere quanto fatto dal Movimento. Crimi sottolinea che se il M5S rappresenta una speranza di «rivoluzione democratica» il merito è di Grillo. e che chi critica è libero di andarsene ma assumendosene la responsabilità di fronte a chi l’ha votato per un progetto. «In questi ultimi giorni – afferma infatti Crimi – alcuni senatori si sono lanciati in improvvide dichiarazioni di vario genere aventi ad oggetto l’analisi del voto alle recenti amministrative, spaziando fino a fantomatiche previsioni di autodistruzione del MoVimento. Non so se siano dichiarazioni fatte consapevolmente, con l’ obiettivo preciso di distruggere il lavoro fatto fino adesso».
Crimi poi critica lo strappo della Gambaro: «A me dispiace per Adele, la conosco e non aveva dato mai nessun tipo di segno di disagio precedentemente almeno non con me, non con molti altri. Siamo rimasti tutti un po’ particolarmente scossi. Le sue dichiarazioni sono state forti e indiscutibili e non ci sono dubbi che non si sente più parte del Movimento, oppure non si sente più rappresentata da Grillo. Non so quali sono i suoi problemi. Cercheremo di parlarne oggi». «Non si tratta di Grillo che espelle – aggiunge Crimi – , siamo noi parlamentari che abbiamo qualche difficoltà a comprendere cosa pensa la senatrice Adele Gambaro. L’adesione ad un gruppo è una scelta libera; se stai in un gruppo come M5S, resti se continui a condividerne le idee e le proposte. Nel momento in cui hai qualche dubbio, se non ti senti rappresentato o rappresentativo di un gruppo, lo lasci come hanno fatto altri».
Una lieve timida autocritica dopo il flop alle comunali in Sicilia arriva da Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale: «Probabilmente saremmo dovuti andare in televisione prima perché è mancata la voce che raccontasse come andavano le cose. Spesso abbiamo lasciato spazio a improvvisati che hanno parlato del Movimento pur non sapendone nulla. Abbiamo lasciato campo a un vortice che ci ha travolto. Verremo in televisione a raccontare i nostri fatti e quello che stiamo facendo».