
PESCARA – I primi di novembre saranno cinque mesi che il Pescara non torna al successo all’Adriatico in una gara di campionato. Troppi. Nonostante ciò i tifosi continuano a seguire ed incitare la squadra. Martedì, in verità, erano davvero pochi: sugli spalti c’erano circa seimila spettatori, dato negativo che non si registrava da un bel po’ di tempo in casa biancazzurra.
Il penultimo posto in classifica farebbe pensare ad una mini-crisi. Ma in società smentiscono e danno piena fiducia a Baroni. “Con il mister abbiamo cominciato un percorso ben preciso” precisa Danilo Iannascoli. “Non c’è intenzione di cambiare direzione. Marco sta lavorando molto bene. La fiducia è totale. Ci mancherebbe. E’ vero, subiamo troppi gol, ma la squadra è nuova. C’è solo bisogno di tempo, ma anche di un pizzico di fortuna”.
Il problema più evidente è la difesa: otto reti nelle ultime quattro gare sono davvero troppe. Cosa fare dunque? Si potrebbe pensare di ricorrere alla difesa a tre, che poi verrebbe “integrata” da altri due giocatori in fase di non possesso. Il tutto garantirebbe, almeno sulla carta, una maggiore copertura. Auspicabile in questo senso il rientro di Salamon, magari come centrale, un elemento in grado anche di far ripartire l’azione in modo fluido e lineare. Poi, è chiaro, adottando il 3-5-2 bisognerebbe rinunziare all’apporto di qualche esterno d’attacco, ma in questo momento è il male minore. Davanti la squadra ha dimostrato la capacità di creare occasioni da gol, risultando dopo la capolista Perugia, la squadra più propositiva di tutta la cadetteria.
La realtà dei fatti è diversa però: il tempo è poco e domenica, nel posticipo, il Pescara andrà a Catania. Fischio d’inizio alle 18. La vittoria stavolta è d’obbligo.