
NAPOLI – “Io sono parte lesa in questa vicenda, io e l’istituzione che rappresento”. Il governatore della campania Vincenzo De Luca non intende farsi da parte a poche ore dal terremoto giudiziario e politico che sta scuotendo la Regione Campania. La Procura di Roma sta indagando per l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari Anna Scognamiglio, uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio ha accolto il ricorso dello stesso De Luca contro la sospensione dall’incarico di governatore. Nella stessa inchiesta, oltre al presidente della Campania, è indagato, per l’ipotesi di reato di induzione alla corruzione, il capo della segretaria Nello Mastursi.
«Sostengo pienamente l’azione della magistratura» e la invito ad andare avanti, dice De Luca in una conferenza stampa organizzata questa mattina a Napoli. «Non sono a conoscenza di nulla, non so chi sia questo Manna che faccia, dove viva». Guglielmo Manna, manager dell’ospedale Santabono e marito della giudice Scognamiglio, avrebbe condotto una trattativa coi collaboratori di De Luca: secondo gli inquirenti avrebbe dato notizie sulla sentenza sul governatore campano prima che fosse resa pubblica in cambio di una «nomina pesante» nella sanità campana.
Da quanto si legge nel decreto di perquisizione che il 19 ottobre scorso è stato disposto dalla Procura di Roma nei confronti di tutti gli indagati, ad eccezione proprio del presidente della Regione, De Luca, «per il tramite di Giuseppe Vetrano (capolista di “Campania Libera”’, ndr) e Carmelo Mastursi», sarebbe stato minacciato «di una decisione a lui sfavorevole da parte del tribunale civile di Napoli, con conseguente perdita della carica ricoperta» e per questo indotto «a promettere a Guglielmo Manna, sempre per il tramite dei due, la nomina a una importante carica dirigenziale».
Anche la moglie di Manna, intanto, si difende: «Non conosco assolutamente né de Luca, né Mastursi, né Vetrano con i quali non ho mai avuto contatti di alcun genere, né, quindi, ho loro mai chiesto, né potuto chiedere, alcun favore né per me né per mio marito». Un rapporto coniugale che Scognamiglio definisce «formale e e dovuto alla necessità di salvaguardare l’equilibrio psichico dei nostri due ragazzi; insomma vivevamo da «separati in casa» e ognuno di noi aveva ed ha la sua vita, anche sentimentale, del tutto autonoma». Atteso anche l’intervento del Csm: Il laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha chiesto l’apertura di una pratica finalizzata al trasferimento d’ufficio del giudice.
«Allo stato non sono previsti interrogatori degli indagati e le indagini potrebbero concludersi nel giro di qualche settimana», ha spiegato il procuratore Giuseppe Pignatone. Il caso De Luca, però, rischia di diventare un test per la “dottrina” Renzi su indagati e condannati. Ma il governatore non intende fare passi indietro. «Da Napoli lanciamo la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo. Noi e il partito in cui milito siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo».