
L’AQUILA – Ormai sembra essere tornati al 2009. Anzi, a fine 2008, quando all’Aquila si cominciava a “ballare” all’ordine del giorno. Scosse leggere, che all’epoca non destavano alcuna preoccupazione. Oggi è diverso. Si sono superate le dieci scosse in appena 48 ore. Undici, per la precisione. E la gente ha paura. Il timore che possa ripetersi quanto è successo il 6 aprile del 2009 è forte. Anche se, statisticamente, la probabilità che accada di nuovo è remota. Intanto, le scosse ripetute fanno intendere che è in atto uno sciame sismico. Ciononostante esperti della Protezione civile nazionale e dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia oggi a Roma mi hanno confermato che non ha nessun collegamento con quanto sta accadendo nella zona di Frosinone. Lo ha riferito il vice sindaco dell’Aquila con delega alla protezione civile Roberto Riga, al termine dell’incontro con il capo della protezione civile nazionale, Franco Gabrielli. Un incontro che ha riguardato anche il tema delle scosse in atto all’Aquila e nel circondario dopo quella di 3.7, avvenuta ieri notte alle due.
“A Roma seguono con grande attenzione l’evoluzione dello sciame – ha continuato Riga -. Non sono preoccupato, ma siamo molto attenti e vigili”. Intanto, dopo l’annuncio di domenica mattina, a oltre otto ore dalla scossa di 3.7 nel distretto del Gran Sasso, dell’attivazione di tre tende riscaldate per ospitare i cittadini che non volevano tornare a casa, Riga ha precisato che per il momento è in funzione solo quella di Murata Gigotti. Le altre due saranno attivate qualora, speriamo di no, ce ne fosse bisogno – ha detto ancora Riga, il quale ha anche fatto presente che “la sensibilità dell’amministrazione comunale è di condividere con i cittadini quante più iniziative possibili per garantire la tranquillità dei cittadini”.
Intanto, entro l’estate all’Aquila ci sarà un’ esercitazione di protezione civile per approfondire comportamenti da adottare in caso di rischi sismico. “L’obiettivo – dice Riga – è di garantire ai cittadini un modello comportamentale in caso di rischio sismico”. Tra le altre cose, ci saranno simulazioni con il coinvolgimento di cittadini e istituzioni, oltre che un importante fase di informazione. La manifestazione in programma in estate è la prima dopo il tragico sisma e potrebbe sopperire, sia pure tardivamente, alla carenza di formazione e di informazione tra i cittadini.