
LAMPEDUSA – “Vergogna” e “assassini”. Sono le grida, accompagnate da fischi, con le quali un gruppo di lampedusani ha accolto la delegazione formata dal presidente del Consiglio Enrico Letta, dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e dalla commissaria europea agli Affari interni, Cecilia Malmstrom. Ad guidarli nella visita il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini.
L’omaggio alle vittime del naufragio nell’hangar dello scalo – 302 quelle sin qui recuperate – è stato il primo atto della visita. Letta si è inginocchito di fronte alle bare. Dopo essersi intrattenuti a colloquio ufficiale con Giusy Nicolini, il premier e Barroso hanno lasciato il municipio e hanno raggiunto il Centro di accoglienza di contrada Imbriacola per una visita inizialmente non prevista dal programma ufficiale: scelta, questa, dettata da ragioni di sicurezza ma all’origine delle proteste dei residenti. Ad insistere per il sopralluogo sono stati proprio Letta e il sindaco. E, all’uscita, ai cronisti che gli chiedevano che cosa avesse visto nel Cpa, Letta ha risposto «sofferenza e dolore». Nel Centro sono entrati anche Alfano e Malstrom.
Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, alla luce della tragedia di Lampedusa, ha l’intenzione di inserire una discussione sulla questione immigrazione al prossimo vertice Ue del 24 e 25 ottobre. È quanto confermano fonti del gabinetto di Van Rompuy, che accoglie così la richiesta dell’Italia.
La strage di Lampedusa «è stata giustamente definita una tragedia europea», ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sollecitando l’Unione europea ad operare «uno sforzo comune anche verso questo emergenze». «L’Europa – ha ammonito – deve muoversi su dimensioni molteplici, e fra queste c’è sicuramente la dimensione mediterranea». «Centinaia di bare sono un’immagine che non dimentichero«ha detto ancora il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, si è detto «scioccato profondamente» dalla visita e ha aggiunto che «l’Europa a fare di più per affrontare l’emergenza». Ad esempo, «oggi – ha detto sempre Barroso – saranno stanziati 30 milioni di euro aggiuntivi per l’Italia. Ma dobbiamo fare di più». In una conferenza stampa Letta ha chiesto scusa per le inefficienze istituzionali del nostro paese: «L’Italia vuole esprimere parole di scusa per le sue inadempienze davanti a questi drammi e si impegna a compiere azioni concrete».
Ai cronisti che hanno chiesto se il governo ha intenzione di abrogare il reato di clandestinità il premier ha risposto: «È un tema di cui discuteremo, questo governo però ha già agito su questi temi». Il premier ha anche detto di provare «Profonda vergogna» per il fatto che i sopravvissuti alla strage siano indagati per il reato di immigrazione clandestina, oltre ad annunciare che per le vittime verranno tenuti i funerali di Stato. Sempre sul tema dell’immigrazione e di una eventuale revisione della Bossi-Fini «ci sarà una discussione nel Governo e nel Parlamento per trovare soluzione migliori. Al Governo ci sarà un confronto tra forze politiche che hanno avuto in passato posizioni diverse su questi temi». Ma per il vicepremier Alfano abolire la legge Bossi-Fini «non risolverebbe il problema».
Oggi arriverà l’intervento del governo. Nell’ambito della manovrina verranno stanziati 190 milioni per rafforzare il fondo immigrazione e altri 20 per aiutare i bambini. In Consiglio dei ministri anche un decreto legislativo per l’attuazione della direttiva europea 51 del 2011 sui beneficiari di protezione internazionale. In particolare sull’asilo, l’Italia non ha ancora una legge organica e la pressione migratoria di popoli in fuga da guerre e regimi dispotici – dalla Siria al Corno d’Africa – sta mettendo a nudo le falle del sistema. Delle oltre 30mila persone sbarcate quest’anno sulle coste italiane, i migranti per motivi economici sono infatti in minoranza. Si tratta per lo più di profughi, che hanno diritto alla protezione internazionale.