
PESCARA – Una vittoria avrebbe non soltanto riacceso gli animi, ma probabilmente avrebbe lasciato ancora quel barlume di speranza che tiene ancora attaccato il Pescara alla massima serie. Invece non è andata così. Biancazzurri ancora sconfitti. L’ottava disfatta nelle ultime nove gare. E così le lunghezze di distanza dal Genoa con il compito che spetta a Bucchi decisamente sempre meno alla portata.
Per quanto rigrada la gara, Colantuono sceglie una mediana molto fisica, con Radovanovic e Biondini. Le novità in casa pescarese non riguardano solo il modulo – si torna al 4-3-3 – ma anche i singoli: rilanciato Vukusic davanti, Sculli si ritrova di colpo titolare e capitano. Le due squadre si studiano a lungo, senza concedere nulla fino al gol che apre le danze. D’Agostino viene lasciato colpevolmente solo al limite dell’area, lo stop del regista non è dei migliori, tutto il contrario della conclusione. Botta mancina con la punta del piede, cuoio a spolverare l’incrocio dei pali e vantaggio biancoceleste. La reazione atalantina c’è ma non sembra in grado di scalfire le ritrovate certezze del Delfino, sciolte di colpo al 33′. Bonaventura entra in area da sinistra, Zanon invece di temporeggiare falcia il 10 nerazzurro: sul dischetto si presenta Denis, destro nell’angolo basso alla sinistra di Pelizzoli e 1-1.
Nella ripresa i ritmi di gioco non cambiano. Un problema all’adduttore costringe D’Agostino a restare negli spogliatoi dopo l’intervallo, dentro Togni. A ravvivare l’avvio di ripresa sono i cambi – fuori Giorgi e Weiss, spazio a Brienza e Celik -, poi l’Atalanta piazza il break vincente. Contropiede guidato da Biondini sulla destra, l’ex Cagliari tiene con il fisico sulla pressione di Blasi, rientra e mette in mezzo col sinistro: Denis è tutto solo sul fronte opposto, con Kroldrup (non esce sul fuorigioco) e Cosic schiacciati centralmente e Zanon assente ingiustificato. “El Tanque” mette giù di petto e scarica in porta tutta la rabbia che ha in corpo, scagliando sotto la traversa il pallone del raddoppio. È il sigillo definitivo: De Luca spreca di testa il tris, il Pescara nel finale ci mette tanta grinta, non basta. Colantuono, tesissimo, si fa espellere e sprona i suoi nei 5′ di recupero: Brienza spara in curva il pallone del 3-1 all’ultimo respiro, cambia poco per il tifo nerazzurro, che festeggia una vittoria che sa di salvezza. I biancazzurri sono adesso quasi spacciati.
Il tabellino:
Atalanta-Pescara 2-1 (1-1)
Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi (14′ st Brienza), Radovanovic (33′ st Cazzola), Biondini, Bonaventura; Denis, Livaja (26′ st De Luca). (Polito, Brivio, Canini, Contini, Ferri, Cigarini, Moralez, Troisi, Parra). All.: Colantuono
Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zanon, Kroldrup (27′ st Bianchi Arce), Cosic, Bocchetti; Blasi, D’Agostino (1′ st Togni), Cascione; Sculli, Vukusic, Weiss (17′ st Celik). (Perin, Balzano, Bjarnason, Quintero, Abbruscato, Caprari, Caraglio). All.: Bucchi
Arbitro: Celi di Bari
Reti: 24′ pt D’Agostino, 34′ pt rig. Denis, 22′ st Denis
Ammoniti: D’Agostino e Stendardo per reciproche scorrettezze, Biondini e De Luca per gioco falloso, Bonaventura per simulazione
Espulso: Colantuono per aver abbandonato l’area tecnica.