
PESCARA – Sebastiani si è presentato all’allenamento mattutino del suo Pescara al cento Vestina. E stavolta in conferenza stampa ha parlato lui stesso. Diversi gli argomenti affrontati: dalle sviste arbitrali, all’ex presidente De Cecco, passando per Bucchi e Bergodi. Sugli arbitri il patron dei biancazurri non cerca alibi “perché se siamo in questa situazione lo meritiamo, è chiaro che le partite si vincono anche con dei rigori o giocando con un uomo in più se qualcuno va espulso”, dichiara.
“Noi abbiamo avuto due rigori solari contro l’Udinese che ci sono stati negati e l’episodio su Weiss domenica a Bergamo che ci priva il giocatore che si è infortunato mentre andava sanzionato stendardo già ammonito. Oggi con questi episodi rilevati giustamente parlavamo di una situazione diversa. Le squadre minori non sono tutelate: per dare un rigore al Pescara o alla Juve i ragionamenti in una frazione di secondo sono diversi”, dichiara riferendosi alla presunta sudditanza psicologica degli arbitri.
Rincara la dose sulla novità degli addizionali a sostegno della terna arbitrale: “questa soluzione ha creato solo confusione, gli arbitri andavano meglio prima che erano quattro rispetto ad adesso che sono sei. Sono favorevole alla moviola in campo, c’è in molti sport perché nel calcio no? Anche l’anno scorso abbiamo avuto sviste contro, ricordiamoci Modena ed Ascoli ad esempio: senza errori avremmo vinto il campionato con 10 giornate d’anticipo”. Comunque Sebastiani rimarca come la situazione sia difficile: “bisogna continuare a crederci perché il Siena ha dimostrato che vincendo una partita si può tornare in corsa, cosa che poteva capitare anche a noi a Bergamo. Bisogna crederci perché se riusciamo a fare una vittoria si apre un campionato diverso per le ultime 9 gare. Non abbiamo tanta fortuna da qualche settimana, abbiamo anche l’infermeria piena”.
L’ambiente che circonda squadra è società è sfiduciato: “a Pescara non ci sono Moratti o Agnelli, abbiamo fatto quello che potevamo anche sbagliando ma garantendo un futuro a questa società. Penso che nessuno ha pensato a tifare Pescara in questa stagione, tutti a pensare all’addio di Zeman, ai soldi incassati o a queste cose invece di sostenere la squadra. Probabilmente on più sostegno avremmo avuto qualche punto in più e maggiore chance di salvezza. L’atteggiamento della piazza non spinge altri imprenditori pescaresi ad entrare, quando parlo mi chiedono ‘ma chi te l’ha fatto fare?’. E’ indicativo dello spirito che c’è”.
Dopo che Iannascoli aveva chiarito la posizione della società sul Poggio degli Ulivi, anche Sebastiani dice la sua riferendosi a Peppe de Cecco che qualche giorno fa ha fatto recapitare tramite i suoi legali un decreto ingiuntivo al club pescarese per il mancato pagamento di alcune rate dell’affitto del Poggio nella scorsa stagione e che aveva attaccato il mercato di questa stagione dicendo che “si è speso poco e male”. Il Pescara ha risposto chiedendo un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento di una sponsorizzazione a De Cecco.
“Il Pescara sarà in piena vita e con un futuro migliore quando, mi auguro il più tardi possibile, questa società non ci sarà più. Potevamo spendere tanto e fare debiti come si fece con lui, ma gli investimenti fatti li abbiamo pagati. Decreti ingiuntivi ed il resto sono chiacchiere, chi è andato via non può parlare. L’unico che può parlare sono io, che sono qui dal primo giorno a oggi. Gli altri devono tacere. Questa società è sana, senza debiti e non rischia nulla. Sono orgoglioso di essere il presidente di questa società e non sono assolutamente pentito, e da primo tifoso di questa squadra un domani quando non ci sarò più non accamperei pretese e non farei decreti ingiuntivi anche se avanzassi un euro”.
Infine un accenno a Bergodi e Bucchi e alla fascia di capitano a Sculli: “Bergodi, al di là delle ultime esternazioni, è un bravo ragazzo e un buon allenatore, appena arrivato ha dato quella scossa che serviva e l’ha fatto bene. Poi si è rotto qualcosa, poteva osare qualcosa in più dopo Firenze. Bucchi? Se uno ha carattere, personalità ed attributi non conta l’età: crediamo sia una persona tagliata per fare l’allenatore come lo era Di Francesco e come lo sono anche altri presenti nel nostro settore giovanile. Mi ha impressionato il primo discorso di Bucchi nello spogliatoio, sembrava un veterano: sono cose che o le hai o non le hai, non contano gli anni di panchina. La fascia a Sculli? Beppe ha qualità innate, ha fatto bene Bucchi a dargli la fascia”.