
TERAMO – ”L’ho tradita ma le volevo bene, non sono un assassino. Sono innocente”. Parla Salvatore Parolisi, in una dichiarazione spontanea, proprio a inizio della seconda udienza del processo in Corte d’Assise d’Appello, che si svolge a porte chiuse, all’Aquila, oggi con la parola alla difesa.
”Non era lì, sul luogo dell’omicidio, la ricostruzione del giudice dopo le 14:55 non regge”, dice uno dei due legali della difesa, Walter Biscotti. In aula l’attenzione è sugli sguardi. ”Per la prima volta ha indirizzato il suo sguardo verso di noi, dopo due anni non so come ha fatto. Il tutto per ringraziarci del fatto che noi facciamo tutto per la bambina”, riferisce il fratello di Melania, Michele. Ha chiesto scusa ”a tutti”, Parolisi.
Ma le scuse ai Rea non servono: ”È indifendibile”, ha detto papà Gennaro. Mentre Parolisi parlava, i suoi occhi hanno indugiato in molti frangenti sui familiari della moglie e questo, secondo alcune informazioni apprese, avrebbe portato il presidente della Corte a richiamare il caporalmaggiore.
Su di lui pesa una condanna all’ergastolo nell’ottobre 2012 per il delitto della moglie, il 18 aprile del 2011, il cui corpo fu trovato nel boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). La conferma della condanna è stata chiesta dal pg Romolo Como nella prima giornata dell’Appello. Per l’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ”la dichiarazione è stata la solita cosa, un piagnucolare senza lacrime con Parolisi che dice sono un traditore, ma non sono un assassino e che chiede scusa a tutti, un intervento irrilevante processualmente”.
Di parere opposto l’avvocato Biscotti: ”Ha parlato con il cuore dicendo quello che sente, si è rivolto ai parenti con un’ emozione fortissima parlando al cuore soprattutto per la bambina alla quale tiene moltissimo”. La lunga giornata si è conclusa alle 19.30 dopo circa cinque ore di arringa difensiva dell’avvocato Nicodemo Gentile che ha chiesto l’assoluzione. La risposta lunedì 30 settembre, con l’ultima udienza d’ Appello in calendario dove, con ogni probabilità, si andrà a sentenza.