
PESCARA – Ci sono delle partite che alle volte si definiscono stregate. Lo sono perché la squadra gioca, fa possesso palla, produce continuamente azioni da gol, prende pali, traverse. E ancora: rigori non dati, espulsioni esagerate e, soprattutto, avversari pressoché inconsistenti. Ecco, tutto questo oggi è il riassunto di Pescara – Trapani. Ma tant’è. Alla fine, altra frase fatta, il risultato è quello che conta. Infatti i siciliani conquistano l’intera posta in palio e i biancazzurri subiscono la terza sconfitta consecutiva. Peccato.
La squadra era partita contratta nei primi minuti di gioco. Il primo quarto d’ora è stato (ai punti) appannaggio degli ospiti. Ma nulla di particolare. Da quel momento in poi il Pescara ha cominciato a macinare gioco. Ha alzato il baricentro e ha praticamente assediato i siciliani che si affidavano solo a qualche palla lunga nel tentativo di sbloccare il risultato. Poi nella parte finale del primo tempo la svolta: rigore non concesso ai biancazzurri per fallo di mano in area e poco dopo lo stesso fallo, stavolta a centrocampo. viene sanzionato con la seconda ammonizione per Rizzo. Pescara in dieci e partita in discesa per gli ospiti. Poi i padroni di casa ci hanno provato in tutti i modi: numerose, anche nitide, azioni da gol non concretizzate. Anche una traversa (Ragusa) e un palo clamoroso (Caprari) negano il pareggio ai biancazzurri.
In conferenza stampa Marino è sconsolato: “Ammettiamo errori e colpe, ma vedere la squadra giocare così, con la voglia, la rabbia e la cattiveria agonistica dice tutto. Siamo stati anche sfortunati. C’è stato un po’ di tutto. Oggi ho visto di nuovo una squadra vogliosa e arrabbiata. Siamo stati superiori anche in dieci”.
A chi gli domanda dell’arbitraggio Marino parla del rigore non dato: “In area un rigore così ci poteva stare. Ma non è stato così. Se il fallo di mano in area è stato considerato un gesto istintivo, allo stesso modo doveva essere considerato quello di Rizzo. In realtà poi lui ha preso la seconda ammonizione e li è cambiata la gara”. Il mister ha parole anche per il fallo su Brugman: ” Un intervento del genere poteva essere davvero pericoloso per il giocatore”. Come a dire: l’espulsione sarebbe stata più che giusta.
Il tabellino: Pescara – Trapani 0-1
Pescara: Belardi, Zauri, Schiavi, Cosic (22’st Caprari), Balzano, Brugman, Rizzo, Rossi, Politano (1’st Bovo), Maniero (27’pt Sforzini), Ragusa. All. Marino. A disp. Pelizzoli, Salviato, Fornito, Cutolo, Bocchetti, Nielsen, Cosic.
Trapani: Nordi, Garufo, Terlizzi, Pagliarulo, Rizzato, Basso (37’st Pacilli), Pirrone, Caccetta, Nizzetto, Gambino (17’st Mancosu),Iunco (24’st Abate). All. Boscaglia. A disp. Marcone, Daì, Priola, Feola.
Reti: 9’ st Gambino (T)
Arbitro: sig. Fabbri di Ravenna coadiuvato dagli assistenti Avellano e Colella (IV Uomo: Colella di Lecce)
Ammoniti: Gambino, Caccetta, Pirrone, Abate, Pacilli (T), Ragusa, Balzano (P)
Espulsi: 38’pt Rizzo per doppia ammonizione.