
ROMA – “Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì”. Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, ha risposto all’intervistatore di Sky Tg24 che gli chiedeva se il partito di Bersani voterebbe in Senato a favore di una richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. «Dovremmo vedere le carte – ha detto Migliavacca – Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti». Parole che hanno scatenato le reazioni del Pdl: «Pd irresponsabile pur di avere il voto di Grillo» accusa Fabrizio Cicchitto, capogruppo del partito alla Camera.
Il tutto nella giornata in cui è stata diffusa un’intervista di Panorama a Berlusconi in cui l’ex premier giudica intollerabili le azioni di certa parte della magistratura “I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili – ha detto Berlusconi nell’intervista a Panorama – La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile. I magistrati si sono costituiti in correnti con chiaro orientamento ideologico e politico. Non si può più consentire che nei confronti di un protagonista politico di centrodestra possano scendere in campo pm appartenenti alla stessa corrente di sinistra e che poi anche il collegio giudicante sia composto da due o addirittura tre giudici appartenenti alla sinistra. Con me ci si è sempre comportati così e le conseguenze si continuano a vedere. La lotta in Parlamento su questi temi sarà una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra. E’ una battaglia che non si può perdere, se non si vuole che l’Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno. Questa sacrosanta battaglia, così indiscutibilmente giusta dopo ciò che è capitato a me in questi 20 anni, è una battaglia che vinceremo in nome della democrazia, in nome dello Stato di diritto, in nome della libertà».