
PESCARA – La crisi del Pescara non finisce più. E stavolta, scatta inevitabile anche la contestazione. I biancazzurri non hai mai tirato in porta e il Bologna ha pienamente legittimato il risultato, nonostante anche i romagnoli non se la passavano affatto bene prima della gara di oggi. Delfino rassegnato, senza idee e senza grinta, per di più rimasto in dieci per oltre un’ora.
Pronti via e la gara si mette subito bene per gli uomini di Donadoni: il gol arriva dopo una quasi autorete di Biraghi: calcio d’angolo da sinistra, lancio perfetto di Viviani sul secondo palo, Masina approfitta della dormita di Biraghi e batte Bizzarri, festeggiando così la sua gara numero 50 in A, tutte in rossoblù. Nove minuti dopo, il secondo episodio chiave: lo sciagurato Verre stende Mounier e si fa cacciare da Rocchi.
È passato da poco un quarto d’ora e il Pescara, già in crisi di risultati e autostima, va in depressione. Intanto, il Bologna conquista campo e non lo molla più, dilettandosi in un prolungato possesso palla. Al ventesimo Destro sbuccia una facile palla a centro area dimostrando di non aver superato il momento no. Intanto Oddo fa una mossa incomprensibile, togliendo Manaj (inconcludente, ma comunque unica punta di ruolo), per mettere Zampano, un terzino, adattandolo a centrocampista di destra. Donadoni ritocca la difesa: fuori Maietta (guai muscolari), dentro Krafth che va a fare il terzino destro con Torosidis che si sposta al centro. Al 41′ Bologna raddoppia con tiro da fuori area di Dzemaili, tra i migliori, deviato da Gyomber: Bizzarri battuto e senza colpe.
Dopo l’intervallo la superiorità del Bologna è indiscussa. Diventa imbarazzante dopo il terzo gol: netto rigore per fallo di Crescenzi su Destro che nella caduta prende una botta alla spalla sinistra. A quel punto, la partita si può considerare chiusa. C’è tempo per vedere le occasioni di Viviani e Krejci sventate da Bizzarri che ha evitato una vera e propria debacle.