
ATRI – Pineto, Atri e Silvi sono pronti per un’Unione di Comuni. E nel Teramano sarebbe la seconda esperienza dopo quella della Val Vibrata. Le tre assemblee municipali hanno deciso di avviare l’iter per definirne le modalità ed avere un maggiore peso politico in nome della spending review. Il primo passo sarà quello, entro la prossima settimana, di dare vita ad un comitato paritetico (quattro consiglieri comunali – due di minoranza ed due di maggioranza, piu’ il sindaco per ogni comune) che avrà il compito non solo di stabilire quali saranno i primi servizi da gestire in modo collegiale, ma anche di stilare il protocollo d’intesa che avvierà l’unione delle tre municipalità.
In concreto le tre cittadine, che insieme diventerebbero una città da 41mila abitanti su una superficie di 148 km quadrati, vogliono avviare questo processo di unificazione, mettendo insieme alcuni servizi. Si partirà con i vigili urbani, trasporto urbano, per poi passare alle anagrafi e alle strutture sportive.
“A tal proposito – aggiunge il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi – devo certamente ringraziare tutti i consiglieri comunali delle tre cittadine che hanno aderito con entusiasmo al progetto oltre che i colleghi sindaci Gaetano Vallescura (Silvi) e Luciano Monticelli (Pineto) che hanno dimostrato lungimiranza politica. L’incontro, infatti, e’ servito a sondare l’opinione di tutti i consiglieri e dare consapevolezza politica alla proposta che io e i miei due colleghi avevamo gia’ elaborato la scorsa settimana in un vertice svoltosi a Pineto”.
“Parlare di unione di Comuni e’ certamente ancora prematuro – è il commento del sindaco di Pineto Monticelli -, ma senza dubbio l’obiettivo e’ quello di mettere assieme le forze. Stiamo parlando di un comprensorio che vanta un ospedale, un tribunale, un commissariato di polizia e tanto altro. Insomma, un’area di ben 45 mila abitanti che, se il progetto andasse in porto, crescerebbe anche per rilevanza e ruolo politico”. “In vista dello svuotamento delle province – continua il primo cittadino pinetese, che assieme ai colleghi Gabriele Astolfi e Gaetano Vallescura si ritiene particolarmente soddisfatto dell’iniziativa – si tratta di un’opportunità che consentirebbe un potenziamento dei servizi e, allo stesso tempo, la certezza di dire la nostra nelle principali sedi istituzionali”.