
L’AQUILA – Le presunte ingerenze della politica e di persone esterne agli uffici preposti alla ricostruzione del cratere sismico, denunciate nei giorni scorsi da 5 tecnici di uno degli Uffici territoriali in cui si articola il cratere sismico, potrebbero essere presto al centro di un’inchiesta della magistratura.
Ingerenze emerse grazie alla lettera in cui i cinque professionisti hanno scritto precise accuse di “ingerenze, a volte intimidazioni della politica nella gestione dell’attività di ricostruzione sismica”, chiamando in causa direttamente il coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, Emilio Nusca, e provocando reazioni all’interno non solo dell’ufficio in questione (che abbraccia i Comuni di Ovindoli, Lucoli, Rocca di mezzo e Rocca di Cambio) ma di tutta la governance della ricostruzione dei 56 Comuni danneggiati dal sisma. Sinora descritta come efficiente e trasparente.
Una lettera inviata anche al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, per il quale “se confermate le accuse contenute nella lettera dipingerebbero una realtà più vicina alla vita di campagna di fine Ottocento che a una regione moderna che ha voglia di rinascere dal dramma del sisma”. Ieri intanto c’è stato un primo incontro tra i sindaci dei quattro comuni e i tecnici denuncianti.