
ROMA – “Non potevo più mantenere mio figlio, ero disperato. Cosa ho fatto? Non lo so. Non so spiegare”. Lo ripete agli agenti che lo sorvegliano, dalla cella, Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato contro due carabinieri davanti a Palazzo Chigi mentre giurava il nuovo governo Letta. L’uomo è rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia. Chi lo ha visto lo descrive come «spaurito, con lo sguardo perso nel vuoto», che alterna questi sfoghi a lunghi silenzi.
A incontrarlo, lunedì, anche il difensore, Mauro Danielli. «Sono pentito» gli ha detto Preiti. «È molto depresso, piange in continuazione – racconta l’avvocato – gli agenti penitenziari lo sorvegliano a vista ventiquattrore su ventiquattro. Ha voluto sapere come stavano i due carabinieri». «Voglio parlare con mio figlio» ha detto inoltre Preiti, che al suo avvocato, ha anche chiesto un permesso per avere un paio di occhiali e poter leggere. «Al momento dell’arresto – ha detto – mi si sono rotti gli occhiali, non vedo da vicino e vorrei leggere». «È un gesto che non si può perdonare» dice Ciro Giangrande, fratello del carabiniere ferito gravemente davanti a Palazzo Chigi. Ciro Giangrande parla dal Policlinico Umberto I dove è ricoverato il fratello.
«Ha trascorso la notte tranquillamente, ha riconosciuto la figlia, l’ha vista. Ha mosso le palpebre. Ha cercato di parlare, ha tentato di rassicurarla come a dire “vai a casa nulla è accaduto”» ha aggiunto poi Pietro, un altro fratello del brigadiere ferito. La figlia di Giangrande, 23 anni, ha perso la madre pochi mesi fa.
Da Rosarno, le parole di un’altra famiglia, in diverso modo, distrutta: «Voglio sottolineare, comunque che mio fratello è una persona perbene. Lo dimostra il fatto che è un gran lavoratore e tutti gli vogliono bene. È stato terribile vederlo in televisione bloccato a terra dopo ciò che aveva fatto» dice Girolama Preiti, sorella dell’uomo che domenica ha sparato ai due carabinieri davanti a Palazzo Chigi. «Siamo tutti distrutti per quanto è accaduto – aggiunge la donna -. E lo sono, in particolare, i nostri genitori, chiusi in un dolore cupo e silenzioso».
«Chiedo scusa a tutti, soprattutto ai due carabinieri feriti e alle loro famiglie». Anche l’ex moglie di Luigi Preiti, Ivana Dan, si scusa con le vittime di quello che anche per lei è stato un gesto di follia. «Non so perché lo ha fatto – aggiunge la donna – tra noi i rapporti erano civili, telefonava spesso a nostro figlio, ma nulla di più, per cui non so se avesse problemi. Sono certa, però, che anche lui ha capito di avere sbagliato».
Prosegue intanto l’inchiesta su quanto avvenuto domenica davanti a Palazzo Chigi. Si sa che quando ha sparato ai due carabinieri, Preiti, oltre a una pistola, aveva con sé anche delle punte di trapano. Gli oggetti sono stati trovati dagli investigatori in un borsa beige che l’uomo aveva con sé quando è arrivato in largo Colonna ed erano l’unica cosa contenuta nella borsa. Secondo quanto si apprende, nell’interrogatorio di domenica, Preiti non avrebbe fornito agli inquirenti una spiegazione del perché aveva con se quelle punte.