
ROMA – La Camera e il Senato hanno finalmente scelto i loro presidenti, al termine di un’altra giornata politica complessa caratterizzata anche da un appello mattutino del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché si giungesse a una soluzione rapida alle Camere per poi proseguire nelle successive tappe istituzionali.
A Palazzo Madama, al termine di una seduta caratterizzata dall’incertezza, Pietro Grasso (Pd) ha avuto la meglio su Renato Schifani (Pdl) con 137 voti contro 117. Laura Boldrini (Sel) è stata eletta invece in mattinata presidente della Camera. Quando il suo nome è risuonato per la 316° volta, l’aula di Montecitorio è scattata in un lungo applauso. Antonio Leone ha completato lo spoglio mentre i deputati applaudivano il nuovo presidente. Al termine, Boldrini ha ottenuto 327 voti sui 345 disponibili dalla maggioranza che l’aveva candidata.
L’esordio di Laura Boldrini alla Camera :«Farò in modo che questa Istituzione sia luogo di cittadinanza per chi ha più bisogno» ha detto Laura Boldrini, nel suo discorso di insediamento. «Il mio pensiero – ha aggiunto – va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremmo impegnarci a restituire piena dignità a chi ha perduto la certezza e i diritti. In quest’Aula è stata scritta la nostra Costituzione, dobbiamo avere la capacità di saper rappresentare e garantire uno a uno i diritti universali da essa stabiliti». Ma nel primo discorso dallo scranno di Montecitorio la deputata di Sel ha rivolto anche un ringraziamento a Napolitano (a cui ha fatto seguito un lungo applauso) soffermandosi su «una battaglia per i poveri», «la battaglia sociale» e i diritti delle donne.
Il testa a testa al Senato
Al Senato è tornato in scena anche Silvio Berlusconi. Il Cavaliere si è presentato al voto per la presidenza con indosso un paio di occhiali scuri. Per ore, l’esito del voto al Senato è rimasto incerto, legato com’era soprattutto alle scelta del Movimento 5 Stelle e di Scelta Civica, la lista che fa capo al presidente del Consiglio Mario Monti. I «grillini», alla fine di una riunione molto movimentata, attraverso il loro capogruppo Vito Crimi hanno ribadito la volontà di «non fare da stampella a nessuno». Ma malumori sembrano essere emersi all’interno del Movimento e molti tra gli eletti nella formazione che fa riferimento a Beppe Grillo si sono mossi in autonomia. I 19 senatori di Monti, a loro volta, si sono pronunciati formalmente per l’astensione.
Il senatore leghista Roberto Calderoli, prima dello spoglio del ballottaggio, aveva chiesto ai sensi del regolamento, che per il calcolo della maggioranza vengano computate anche le schede bianche. La richiesta, però, è stata respinta e l’esito del voto ha premiato Grasso.
Intanto questa mattina è arrivata anche la nota del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano . «Mi auguro ancora che sia possibile giungere oggi all’elezione dei Presidenti della Camera e del Senato – scrive Napolitano – e successivamente all’attribuzione di tutti gli incarichi istituzionali, in un clima di condivisione della responsabilità di favorire – dopo le elezioni del 24 febbraio e sulla base dei risultati che ne sono scaturiti – l’avvio di una costruttiva dialettica democratica e di una feconda attività parlamentare. Oggi si pone comunque il primo punto fermo della nuova legislatura, nell’interesse generale del paese; così come resta un punto fermo – in una situazione che vede l’Italia esposta a serie incognite e urgenze – l’impegno del governo dimissionario rimasto in carica e in funzione sia pure con poteri limitati».
«È importante che in sede europea, e nell’esercizio di ogni iniziativa possibile e necessaria specie per l’economia e l’occupazione, il governo – prosegue il Capo dello Stato – conservi la guida autorevole di Mario Monti fino all’insediamento del nuovo governo (per la cui formazione inizierò le consultazioni di rito mercoledì 20)». «L’abbandono, in questo momento, da parte del presidente Monti, della guida del governo, genererebbe inoltre – avverte – problemi istituzionali senza precedenti e di difficile soluzione». «Apprezzo pertanto – conclude la nota – il senso di responsabilità e spirito di sacrificio con cui egli porterà a completamento la missione di governo assunta nel novembre 2011».