
L’AQUILA – La riforma dello Statuto della regione Abruzzo prevede, tra le altre cose, l‘introduzione della figura del Sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale. Secondo il presidente D’Alfonso “il Sottosegretario deve essere una figura dotata di una straordinaria pariteticita’ all’interno del governo regionale”. “Deve avere – ha aggiunto – un vincolo di grande fiducia con il presidente, ma anche con l’intera componente governativa e deve avere tutte le prerogative e le condizioni per operare al meglio. Perche’ – ha sottolineato D’Alfonso – la riforma nazionale ha ridotto il numero degli assessori e dei consiglierei regionali ma non ha affatto ridotto la complessita’ delle competenze regionali e la complessita’ della societa’. Da qui la nostra idea di governo: un Sottosegretario, che sia un consigliere regionale e che non produca ulteriore spesa a carico del bilancio regionale, che sia di ausilio al Presidente e all’intera Giunta”.
Non sono tardati ad arrivare le repliche, in particolare quella del governatore uscente Gianni Chiodi: “E’ chiaro che D’Alfonso vuole modificare lo Statuto della Regione Abruzzo per “sistemare” Camillo D’Alessandro, per ritagliargli un ruolo nell’esecutivo ed affidargli alcune deleghe come Trasporti e Infrastrutture che il Presidente si e’ tenuto per se’, superando il limite di sei assessori che impone lo Statuto. D’Alessandro verrebbe ad essere a tutti gli effetti il settimo assessore in quanto partecipera’ ai lavori della giunta e avra’ gli stessi impegni degli altri assessori”.
L’attuale Consigliere regionale di Forza Italia aggiunge anche che “tale figura non e’ prevista dalla Costituzione e non ne vedo la necessita’ di istituirla in Abruzzo. Camillo D’Alessandro e’ gia’ un Consigliere regionale e se vorra’ essere utile alla comunita’ abruzzese potra’ farlo anche senza ulteriori incarichi. Il Presidente D’Alfonso ha gia’ sei assessori, un direttore generale, un sottosegretario alla presidenza, sei direttori regionali e una ottantina di dirigenti oltre che uno staff di presidenza, stretti collaboratori scelti da lui proprio “per l’ascolto e la vicinanza alla gente abruzzese”, quindi – ha concluso il Consigliere regionale Gianni Chiodi – non ha bisogno di creare una poltrona in piu'”.
Sulla stessa linea il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi: “Il M5S non ci sta a fare da cavallo di Troia per l’istituzione della figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta. La proposta di legge originariamente spacciata come “inclusione delle opposizioni” e istitutiva di un nuovo segretario all’interno dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e’ diventata, in Commissione, tutt’altro: istituzione del Sottosegretario alla Giunta e la possibilita’ discrezionale e indiscriminata di convocare Giunte itineranti, di fatto, istituendo e legittimando una continua campagna elettorale. Nella seduta odierna del Consiglio regionale il M5S ha rinunciato al posto-contentino di Segretario nell’Ufficio di Presidenza ritirando gli emendamenti, e esprimendosi contro e coerentemente, l’istituzione del sottosegretario. Altre sono le riforme che occorrono agli abruzzesi, vedremo come si comporteranno maggioranza e centrodestra sulla discussione e votazione della pdl presentata dal M5S sul dimezzamento degli stipendi dei consiglieri”.
E non poteva mancare la replica proprio di Camillo D’Alessandro: “La figura di Sottosegretario ha un ruolo preciso, quello di lavorare, nessun onore, dunque, ma solo oneri. E’ una figura strettamente di fiducia del Presidente della Giunta, che puo’ essere delegato a seguire materie, senza percepire alcuna indennita’ e senza produrre costi aggiuntivi per l’Ente regionale”. D’Alessandro lo ha affermato dopo la votazione in prima lettura della modifica dello Statuto. “So bene che Chiodi non e’ abituato a questo modo di lavorare – aggiunge – e mi dispiace per lui”.
E in serata sul suo profilo Facebook lo stesso D’Alessandro sottolinea: “Abbiamo finito da poco il consiglio ed approvato tutto. Il dibattito in aula è stato a tratti paradossale. Da abruzzese mi aspettavo di più da uno che è stato per 66 mesi presidente di regione , almeno il silenzio, A fine mandato hanno approvato una legge bugia, cioè hanno stanziato di abbassare le addizionali regionali per un importo pari ad un pacchetto di sigarette, giusto per farsi propaganda che visto l’esito delle elezioni non è servita. La legge e’ stata impugnata perché incostituzionale. Ci penseremo noi”