
ROMA – “Io non ho visto polemiche con politici tedeschi e il portavoce del governo di Berlino conferma quello che sappiamo benissimo: non c’è nessuna polemica tra noi e il governo tedesco in ordine alla gestione della stabilità e della flessibilità, dice il premier renzi. Nessuna polemica con Berlino, dunque.
E aggiunge: «Il compito della Bundesbank è assicurare il proprio obiettivo statutario, non partecipare al dibattito politico italiano. Rispetto il lavoro della Buba, quando ha il desiderio di parlare con noi è la benvenuta partendo dall’assunto che l’Europa è dei cittadini, non dei banchieri né tedeschi né italiani».
Stamattina anche altri esponenti del governo avevano “negato” uno scontro. «Non c’è una crisi diplomatica» con la Germania, ma una «discussione politica», anche con altri paesi, su come «interpretare il patto di stabilità», dice il ministro degli Esteri Federica Mogherini a Radio Capital. L’Italia «sta esercitando un peso europeo nuovo, che apre interessanti possibilità». L’importante è avere un «filo diretto» con Berlino. E aggiunge: «C’è un rapporto solido tra Renzi e Angela Merkel. C’è una discussione politica, che attraversa tutti i Paesi, sui modi di interpretare il Patto. Su questo si gioca l’uscita dalla crisi dell’Europa. E su questo giochiamo con tutto il nostro peso, che è un peso nuovo». A ribadire che non c’è nessuno scontro con Berlino anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Non c’è nessun problema con la Germania. Ieri ho avuto un lungo colloquio con il mio amico Schaeuble. Non c’è nessun problema».
Ieri Jens Weidman ha attaccato la flessibilità sul patto di bilancio, ha detto che le riforme «vanno fatte e non solo annunciate» e ribadito che «fare più debito non porta crescita». Durissima la reazione del governo italiano: «Se la Bundesbank pensa di farci paura forse ha sbagliato paese. Sicuramente, ha sbagliato governo». L’Italia di Matteo Renzi ribadisce così la linea dura contro quella parte di Germania che nutre «pregiudizi» e pretende solo di dare lezioni. Nel pomeriggio era stato il presidente Giorgio Napolitano a sottolineare il lungo percorso compiuto dall’Italia: «Bisogna dire che abbiamo fatto molto: l’aggiustamento della finanza pubblica che c’è stato in Italia negli ultimi anni può sfidare qualsiasi termine di paragone», aveva detto il presidente incontrando i commissari dell’Euroesecutivo in visita a Roma, per l’avvio del semestre europeo.
Sembra lontano l’accordo raggiunto sul migliore uso della flessibilità nel Patto di stabilità e di crescita e delle sue revisioni raggiunto al Vertice Ue solo una settimana fa. E sembra già sbiadita la fotografia dell’incontro tra Renzi e la cancelliera Angela Merkel che aveva fatto parlare dell’inizio di un asse italo-tedesco inedito in Europa. È vero però che Weidman non è Berlino: la stessa Merkel non ha esitato ad isolarlo nello scontro tra la Buba e il presidente della Bce Mario Draghi sul nuovo armamentario anti-crisi dell’Istituto di Francoforte.