
L’AQUILA – “Il territorio abruzzese è altamente a rischio di infiltrazione di capitali e imprese della criminalità organizzata nelle attività di ricostruzione. Ma come avviene in altre zone, la Procura nazionale antimafia si pone come organismo che raccoglie informazioni e se non c’e’ il segreto d’indagine, le mette a disposizione dei prefetti per le attivita’ interdittive”. Lo ha detto all’Aquila, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, nel corso della presentazione di un nucleo del Corpo forestale dello Stato, il primo in Italia, che lavorera’ a fianco della Direzione distrettuale antimafia, in questo caso dell’Aquila.”In questo territorio – ha aggiunto – si sta lavorando molto bene, la magistratura e le forze dell’ordine sono molto attive, e hanno il sostegno della popolazione”.
Il sostituto De Martino membro del Comitato di sorveglianza delle grandi opere ha aggiunto che: “e’ un dato giudizialmente accertato che la mafia si infiltra anche nel sistema degli appalti pubblici. Proprio per questo motivo esiste questo organismo che e’ appunto il Comitato di alta sorveglianza delle opere pubbliche che si occupa di arginare, adottare delle linee guida soprattutto a disposizione dei prefetti che hanno lo strumento dell’interdittiva antimafia per evidenziare quando imprese sono gestite da prestanomi mafiosi e quindi bloccare i rapporti di queste imprese con la pubblica amministrazione”.
“In particolare il territorio dell’Abruzzo – ha aggiunto – e’ oggetto di un’attenzione molto particolare perche’ abbiamo una sezione specializzata per la ricostruzione del post terremoto dell’Aquila, esiste un comitato ristretto che ha sede proprio all’Aquila che e’ riunito periodicamente dal Prefetto che si occupa proprio di arginare le infiltrazioni sul tema della ricostruzione. Infiltrazioni che sono state gia’ evidenziate in passato dalla Procura aquilana e dalle interdittive emesse dalla Prefettura. Il nostro ruolo e’ quello di interfacciarci tra le Prefetture e le direzioni distrettuali antimafia per fare in modo che le informazioni vengano veicolate alle Prefetture quando non recano pregiudizio alle indagini”.