
ROMA – Schiarita in vista nella battaglia sul Senato elettivo. Una via d’uscita per sciogliere il nodo dell’articolo 2 starebbe tra le pieghe e i codicilli della riforma Boschi. L’idea è quella intervenire sul comma che nel confuso viavai tra Camera e Senato venne modificato, un «nei» diventò «dai». Quella correzione così minuscola, anzi microscopica, renderà infatti indispensabile tornarci su con una nuova votazione. Tanto vale dunque approfittarne (è il ragionamento dei «pontieri» del Pd) per inserirci qualcos’altro, una correzione che metta tutti d’accordo.
Si va quindi verso un accordo tra i renziani e la minoranza Pd sotto forma di richiamo all’«indicazione diretta» dei futuri senatori: un po’ meno dell’«elezione diretta» chiesta dai dissidenti, ma molto di più del nulla contenuto nel testo attuale del ddl Boschi. L’articolo 57 quinto comma della Costituzione verrebbe quindi modificato in modo da affermare il principio. Le modalità concrete di elezione verrebbero invece demandate alle varie Regioni.
Bersani plaude via Facebook all’apertura: «Leggo di disponibilità a discutere modifiche delle norme sul Senato. Sarebbe davvero una buona cosa. La questione di fondo è semplice: bisogna che in modo inequivocabile i cittadini-elettori decidano e questo può essere solo affermato dentro l’articolo 2». «È su questo – si chiede l’ex segretario Pd – che si vuole ragionare seppur chirurgicamente? Ebbene, se è così lo si faccia con chiarezza e semplicità. Con la consapevolezza, cioè, che ambiguità, tatticismo, giochi di parole potrebbero solo aggravare una situazione già complicata».