
ROMA – È ancora rovente il clima al Senato, alla quinta giornata dell’esame del ddl riforme. Una giornata che si svolge tra incontri, minacce di abbandonare l’Aula, proteste e prove di mediazione soprattutto con le opposizioni, che in mattinata lasciano l’Aula rientrando poco dopo grazie all’invito del presidente Pietro Grasso. Ma nel pomeriggio Boschi incontra Sel per cercare un’intesa e il MoVimento cinque stelle, lamentando che proprio il ministro non ha voluto vedere i suoi rappresentanti, lascia nuovamente l’Aula. «Questa era l’ultima cosa che potevamo tollerare, Renzi si gingilli pure con i suoi tweet», sbotta Vito Petrocelli.
Poco prima della sospensione della seduta il ministro per le Riforme si era detta disponibile «al dialogo e al confronto su alcuni temi rimasti aperti» e inerenti agli articoli superiori al 2, ha detto il ministro. Anche il premier Renzi avrebbe provato a mediare, chiedendo ai capogruppo di maggioranza di chiudere entro stanotte le votazioni sull’articolo 2 del ddl, riguardante la composizione e l’elezione del Senato. Secondo quanto riferisce uno dei partecipanti al vertice, il premier ha mostrato apertura su temi come l’immunità, la platea che elegge il capo dello Stato e il numero di firme per i referendum e le leggi di iniziativa popolare. Un’offerta, ovviamente, legata alla disponibilità dell’opposizione di accettare contemporaneamente un “disarmo”. I capigruppo, d’altro canto, avrebbero spiegato al premier che ormai la strada è in discesa, visto che «gli emendamenti più pericolosi sono stati superati».
Oggi l’aula del Senato ha respinto l’ emendamento 2.1360 a prima firma del “dissidente” Pd Vannino Chiti sull’elettività dei membri del futuro Senato in ciascuna Regione. La proposta ha ottenuto 157 voti contrari, 67 favorevoli e 27 astenuti.
Durissima la posizione della Lega, che non torna nell’Aula di palazzo Madama dove sta per riprendere la discussione sulle riforme costituzionali. Ma a breve, secondo quanto si apprende, ci sarà un incontro tra il capogruppo di palazzo Madama e il ministro per Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi. «Noi non rientriamo in Aula, visto e considerato che fino ad adesso le posizioni non sono cambiate», conferma il capogruppo Gian Marco Centinaio. Quindi al cronista che lo sollecita, risponde: «Ora avremo un incontro con il ministro e ascolteremo» quello che si sarà detto.
In apertura di seduta il presidente Pietro Grasso ha censurato il comportamento dei senatori della Lega annunciando un’istruttoria nei loro confronti, dopo i tumulti durante la seduta di ieri sera. Nel corso della bagarre notturna, che ha richiesto l’intervento dei questori e degli assistenti d’aula, due senatori, Laura Bianconi del Ncd e Nunziante Consilio della Lega Nord hanno subito contusioni che hanno richiesto accertamenti medici. «I senatori delle Lega hanno causato e disordini impedendo i lavori dell’Assemblea con una «condotta inaccettabile, che mina la dignità del Senato», dice Grasso.