
L’AQUILA – Si torna a parlare di rimborso ai malati oncologici. Stavolta lo fanno i consiglieri regionali del Partito democratico Claudio Ruffini, Giovanni D’Amico e Marinella Sclocco che chiedono al presidente della Regione, Gianni Chiodi, “di presentare ricorso contro la decisione del Governo in merito all’impugnativa della legge”. Secondo i consiglieri del Pd, la legge regionale numero 33/2012, che stabilisce la corresponsione di un modesto rimborso ai cittadini residenti in ambito regionale malati di cancro, deve essere sostenuta con forza per assicurare un giusto diritto dei malati.
Tre le obiezioni che D’Amico, Ruffini e la Sclocco muovono contro l’impugnativa del governo al provvedimento, approvato lo scorso luglio. Primo, il rimborso per i malati oncologici non deriva dalla fiscalità destinata ad assicurare il rispetto del piano di rientro (Irap e Irpef) ma dai fondi dei sottotetti pagati dai cittadini abruzzesi. Secondo, viene lesa l’autonomia legislativa e finanziaria della Regione che, seppur sottoposta a piano di rientro, è oggi impossibilitata ad assicurare lo stato sociale ai propri cittadini. Terzo, il rimborso ai malati oncologici non si pone come un livello di assistenza ulteriore rispetto a quelli stabiliti a livello nazionale, e tantomeno eccedente dagli obiettivi di risanamento imposti dal suddetto piano di rientro, proprio perché l’erogazione del contributo è assicurato con fondi di natura regionale derivanti da entrate regionali e non del servizio sanitario nazionale.
“Riteniamo la scelta del governo poco rispettosa dell’autonomia regionale – dicono i consiglieri del Pd – Prima hanno tolto il contributo, classificandolo come prestazione non sanitaria e al di fuori dei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr), adesso addirittura vogliano che la Regione Abruzzo non si occupi più di sociale. Di questo passo verrà smantellato lo stato sociale e i diritti più essenziali per i cittadini più deboli”.
“Siamo contro questo modo di pensare e di operare in modo ragioneristico e riteniamo che, oltre i numeri, ci siano le persone con i loro problemi che vengono prima di tutto – proseguono i tre – Chi è svantaggiato o ammalato non può essere soggetto a nessun piano di rientro, questa è la nostra idea di sanità, di assistenza e di sociale”.