
L’AQUILA – Ormai l’argomento “riordino province” è all’ordine del giorno sulla bocca di tutti. Politici, amministratori, semplici cittadini hanno un proprio pensiero su come debbano essere riorganizzate quelle abruzzesi. E’ certo che comunque vada a finire, la Regione non ne avrà più quattro, ma un numero inferiore. La nuova normativa ne permetterebbe di averne tre, ma probabilmente la scelta sarà diversa.
Per questo motivo, è stata rinviata a martedì 23 ottobre, prima del Consiglio regionale, la seduta della Seconda Commissione (Enti Locali, Governo del Territorio) chiamata a formulare la proposta sul riordino, che nella stessa giornata sarà portata all’esame dell’Aula. Stamattina è stato comunque raggiunto un accordo di massima tra PdL e Pd, che prevede l’abolizione totale delle Province in Abruzzo, con la contestuale valorizzazione delle competenze dei sette ambiti territoriali individuati all’epoca della redazione del Quadro di Riferimento Regionale. In subordine, la stessa ipotesi, prevede la costituzione di tre Province: L’Aquila, Chieti, Pescara-Teramo.
Dopo un susseguirsi di commenti nei giorni scorsi, oggi è intervenuto il Consigliere regionale Emilio Nasuti, commentando l’atteggiamento assunto dal Comune di Chieti: “L’atteggiamento del Comune di Chieti ha dell’incredibile. Da una parte il Sindaco Umberto Di Primio scrive una lettera ai Consiglieri regionali in cui definisce il capoluogo ‘primus inter pares’ rispetto a Lanciano, Vasto e Ortona, dall’altro lancia l’ennesima prova di forza e presenta il project financing per la realizzazione di una cittadella giudiziaria a Chieti in cui accorpare non solo il presidio frentano, ma anche quello di Vasto”.
“La vicenda del tribunale – sottolinea Nasuti – e’ solo l’ultima delle contraddizioni che arrivano dal capoluogo. E’ giusto che Di Primio, come Sindaco, difenda la sua citta’, ma non ci venga a dire che il capoluogo a Chieti e’ una garanzia per tutta la provincia, perché puntualmente gli atti che arrivano proprio da Chieti smentiscono le parole”. Nasuti ricorda come proprio Di Primio, fin dall’inizio della vicenda del riordino delle circoscrizioni, avesse ribadito che i servizi e gli uffici andavano ubicati su tutto il territorio provinciale, non solo a Chieti città.