
L'AQUILA – Niente domiciliari come si prospettava, ma dovrà restare ancora rinchiuso in cella. Almeno fino al 9 febbraio. E' la decisione presa oggi a sorpresa dal Gip del Tribunale dell'Aquila sul direttore generale della Provincia dell'Aquila, Angelo Valter Specchio, finito in manette (insieme ad altre due persone) nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila, sugli appalti per la messa in sicurezza degli istituti scolastici di Avezzano e Sulmona utilizzando atti falsi per avvantaggiare alcune societa' in cambio di benefici personali.
Lo stesso Gip aveva inizialmente disposto per Specchio, la permanenza in carcere fino ad oggi, data nella quale la misura si sarebbe dovuta trasformare in arresti domiciliari. Ma per l'accusa sussistono ancora i pericoli di inquinamento delle prove. Appena due giorni fa Specchio per circa due aveva risposto alle domande formulate dai magistrati.
Nell'ambito della stessa attivita' di indagine, oltre a Specchio erano finiti in manette Giancostantino Pischedda, procuratore speciale della ditta Pellegrini di Cagliari e Franco Rossano Palazzo, legale rappresentante di una societa' di impianti tecnologici con sede a Foggia, entrambi tornati in liberta'. Gli arresti erano stati eseguiti dagli agenti della squadra Mobile, dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d'ufficio e falso ideologico in atti pubblici.