
L’AQUILA – Resta ai domiciliari l’ex caporale dell’esercito Francesco Tuccia, il ventunenne di Montefredane, in provincia di Avellino, accusato di violenza sessuale e tentato omicidio commesso ai danni di una studentessa universitaria di Tivoli davanti ad una discoteca di Pizzoli. Lo ha deciso la Corte di Cassazione rigettando il ricorso presentato dai legali dell’Avellinese avverso la misura cautelare. Nell’udienza di ieri il procuratore generale della cassazione aveva chiesto di far cadere l’accusa di tentato omicidio fermo restando la sussistenza dell’abuso sessuale.
I fatti, si sono verificati a febbraio quando la ragazza fu trovata svenuta, in mezzo alla neve e tra una pozza di sangue dagli addetti della sicurezza del locale. I carabinieri di Pizzoli e quelli dell’Aquila, subito intervenuti invitarono il giovane a non allontanarsi perche’ trovato con delle macchie di sangue su alcuni indumenti. Dopo una settimana circa di serrate indagini, Tuccia venne arrestato. Fin dall’inizio il giovane (ex caporale del 33/Esimo reggimento Acqui dell’Aquila) ha sempre sostenuto di avere avuto con la studentessa universitaria un rapporto sessuale consenziente ma non era riuscito a chiarire in modo convincente le ragioni per le quali la donna avesse riportato delle ferite tanto gravi al punto che sarebbe morta qualora non fosse stata soccorsa in tempi rapidi.
La giovane fu costretta anche a subire per la gravita’ delle lesioni, un delicato e lungo intervento chirurgico agli organi genitali. Anche il tribunale del riesame dell’Aquila, aveva confermato la custodia cautelate in carcere ma alcune settimane fa il Gip lo ha scarcerato concedendo gli arresti domiciliari nel paese irpino con la motivazione che, pur restando una certa pericolosità del soggetto, tuttavia i domiciliari possono essere sufficienti come misura cautelare. Il 22 ottobre Tuccia sarà giudicato dal Tribunale dell’Aquila.