
MILANO – Il Tribunale di Milano ha disposto il blocco di “Uber-pop” (i tassisti fai-da-te, principale servizio della app Uber) su tutto il territorio nazionale con inibizione dalla prestazione del servizio. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti per «concorrenza sleale».
Nelle scorse settimane le organizzazioni sindacali e di categoria, locali e nazionali, dei tassisti e dei radiotaxi avevano presentato un ricorso cautelare ed urgente per chiedere il blocco del servizio che permette a chiunque di fare il tassista senza licenza. Oggi il giudice della sezione specializzata imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, con un’ordinanza ha accolto il ricorso, accertando la «concorrenza sleale» di Uber. Il giudice con un provvedimento cautelare ha disposto il blocco e l’inibitoria della prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale Uber ora avrà 15 giorni di tempo per adeguarsi all’inibitoria disposta, altrimenti scatteranno le penali. Contro il provvedimento cautelare, in ogni caso, c’è la possibilità da parte di Uber di fare ricorso.
L’attività svolta da Uber attraverso Uber-pop è «interferente con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze», scrive il giudice Marangoni nell’ordinanza. La richiesta «di trasporto trasmessa dall’utente mediante l’app Uber-pop – si legge – oltre ad essere modalità tecnica già utilizzata dalle cooperative di tassisti appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi». La «mancanza di titoli autorizzativi» da parte degli autisti Uber-pop, come invece prevedono le leggi sui servizi di trasporto, comporta «un effettivo vantaggio concorrenziale» per il gruppo Uber e uno «sviamento di clientela indebito», spiega il magistrato. E aggiunge anche che, senza i «costi inerenti al servizio taxi», gli autisti Uber-Pop possono applicare «tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico» .Tra le ragioni che hanno portato il giudice di Milano a disporre in via cautelare ed urgente la sospensione di Uber-Pop ci sono anche «gli effetti pregiudizievoli nel settore» taxi accentuati «per effetto del previsto consistente numero di visitatori della manifestazione Expo 2015».
I tassisti cantano vittoria. «Siamo dovuti arrivare in aula di giustizia perchè qualcuno decidesse, nessuno voleva prendersi questa responsabilità: prima di ricorrere in Tribunale ci siano rivolti a Comune, Regione, al Governo, tutto inutile», commenta Pietro Gagliardi, responsabile sindacale per la categoria dei tassisti dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano. «È una grande vittoria – aggiunge – e non l’abbiamo fatto solo per noi e il nostro lavoro, ma anche per la sicurezza degli utenti». Di tutt’altro parere le associazioni dei consumatori, secondo le quali la sentenza è «un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini». «È impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Così facendo si finisce per produrre un duplice danno al consumatore finale: da un lato una minore scelta sul fronte del servizio, dall’altro tariffe più elevate per effetto della minore concorrenza».