
PESCARA – Ci sarebbe anche un contratto sessuale tra l’ex assessore De Fanis e la sua segretaria. Un presunto accordo tra le parti, che prevedeva rapporti sessuali in cambio di denaro. Così come riportato su Repubblica.it.
Questa ipotesi è emersa da alcuni documenti finiti all’attenzione degli inquirenti. Le carte sarebbero finite nelle mani degli investigatori durante una perquisizione a casa della donna.
La conferma è poi arrivata, pochi giorni fa, dalla stessa segretaria, durante il suo ultimo interrogatorio. Incalzata dalle domande del pm Giuseppe Bellelli ha chiarito la natura di quel contratto. “L’assessore era ossessionato da me… – ha messo a verbale – mi ha costretto a firmarlo. Io non ho potuto rifiutare. Ho avuto paura…” questa è stata la sua difesa. La sua spiegazione.
“Voglio uscire da questa storia, sono additata da tutti come “quella lì” e io non ha fatto nulla: però non ho preso un centesimo di quelle tangenti e ignoro cosa sia successo…” ha detto al pm. “Io avevo un lavoro nella sanità a tempo indeterminato ma, in quel periodo mi trovavo in una situazione particolare perché mia madre stava male. È stato De Fanis a propormi di fare la sua segretaria. Mi misi in aspettativa e accettai il lavoro perché avrei potuto gestire meglio i miei problemi perché dovevo lavorare per 3 giorni. De Fanis mi propose il lavoro, anche se non ho mai partecipato alle sue campagne elettorali, anzi io ho la tessera del Pd… “. Il secondo contratto è stato poi un passaggio obbligato, ha spiegato.La segretaria ha ammesso di aver avuto una relazione con l’assessore e di essere stata costretta a onorare quel contratto.
L’ex assessore regionale alla Cultura in Abruzzo, Luigi De Fanis, e la sua segretaria, sono coinvolti nell’inchiesta denominata “Il Vate” che il 12 novembre ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari, due ai domiciliari e due agli obblighi di dimora, che hanno interessato proprio De Fanis, la segretaria e due dipendenti della Regione Abruzzo.
I reati contestati nell’ambito di questa inchiesta (pm Giuseppe Bellelli, gip Maria Carla Sacco) sono concussione, truffa aggravata e peculato. Nel mirino della Procura le modalita’ di erogazione dei contributi in base alla legge regionale 43/73 che disciplina organizzazione, adesione e partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali. Le indagini, portate avanti dal Corpo forestale dello Stato, sono cominciate dopo la denuncia di un imprenditore della provincia di Chieti che avrebbe ricevuto richieste di denaro dall’assessore in cambio delle erogazione di fondi per eventi celebrativi nel 150esimo anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio. De Fanis si e’ dimesso dopo l’arresto.