
PESCARA -Un Pescara da record: 27 sconfitte e primato negativo eguagliato. Come il Venezia nel 1950. Finisce 1-0 a Catania dove basta un gol del Papu Gomez nella ripresa, dopo una miriade di occasioni mancate. Il Catania, al contrario dei biancazzurri, chiude in bellezza al Massimino, salutando i propri tifosi con una vittoria dopo una stagione straordinaria. I siciliani scavalcano momentaneamente l’Inter e cullano il sogno dell’ottavo posto, miglior piazzamento di sempre in A. Unica nota dolente della serata, il colpo (fortuito) subito da Legrottaglie, costretto a uscire nel primo tempo: dovrebbe trattarsi di una frattura allo zigomo.
Com’è lontano il girone d’andata, sembra una vita fa. A tre giorni da Natale il Pescara batteva 2-1 il Catania con un gol circense di Togni al ’95. Poi, dopo la sosta, la squadra allora allenata da Bergodi vinceva a Firenze e chiudeva il girone d’andata a quota 20, in piena zona tranquillità. Di lì in poi, crisi nera: due punti in tutto il girone di ritorno, record di sconfitte, e inevitabile retrocessione con parecchie giornate d’anticipo. Quattro mesi più tardi, il match con il Catania è quindi utile solo per le statistiche, o per il fantacalcio.
Primo tempo tutto di marca siciliana: Barrientos a tu per tu con Perin gli calcia addosso; lo stesso argentino esalta il tuffo plastico del portiere con un esterno da fuori; Almiron di testa, tutto solo, colpisce male; poi anche lui esalta la risposta di Perin sul primo palo; Gomez incrocia un bel destro, Cosic si immola e recupera in extremis; Bergessio calcia alto da buona posizione. Sono le prime chance che vengono in mente, in quello che è un monologo dei siciliani, nettamente superiori sul piano tecnico, ma poco cinici davanti. E la rilevanza quasi nulla dell’incontro non è una giustificazione: se proprio si vuole trovare una nota negativa, la scarsa cattiveria sotto porta è stato il limite maggiore della pur ottima stagione del Catania.
Il Pescara però è davvero poca cosa e il gol arriva, inevitabile, a inizio ripresa. Barrientos apre a destra per Bergessio su una palla persa dagli avversari, il cross è preciso e Gomez stavolta, da due passi, non può proprio sbagliare. Il Catania controlla (il Pescara si vede solo con un tiro di Sforzini, respinto da Andujar), mentre il Massimino fa la ola, si esalta soprattutto per le giocate di Barrientos e vede andare in fumo altre occasioni. Si torna a casa con un’altra sconfitta quindi. Con un’unica consolazione: mancano solo 90 minuti alla fine di una stagione totalmente negativa.
Il tabellino:
Catania (4-3-3): Andujar, Bellusci, Legrottaglie (24’pt, Biagianti), Spolli, Capuano, Izco, Lodi, Almiron ( 26’st Castro), Barrientos (45’stSalifu), Bergessio, Gomez. A disp: Frison, Terracciano, Potenza, Augustyn, Castro, Marchese, Ricchiuti, Keko, Cani, DouKara. Allenatore: Rolando Maran.
Pescara (4-2-3-1): Perin, Zanon, Cosic, Capuano, Balzano (29’st,Zauri), Blasi (37’st ,Iannascoli), Togni, Di Francesco, Bjarnason, Bocchetti, Sforzini. A disp: Falso, Kroldrup, Zauri, Iannascoli, Bianchi Arce, Abbruscato, Celik, Catalano, Caraglio, Mancini. Allenatore: Christian Bucchi -Bruno Nobili.
Arbitro: Fabrizio Pasqua di Tivoli
Ammoniti: Cosic, Balzano,Bocchetti,Bellusci, Zauri.
Rete: 7’st,Gomez .