
CHIETI -Le avrebbero messo un laccio intorno al collo e minacciata con un coltello. E minacciandola di morte le avrebbero chiesto di consegnare entro breve termine 750 mila euro e di restituire quadri d’arte e monili in oro. Per questo motivo c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex patron di Villa Pini, Enzo Angelini, e di Maurizio Ceracchi, professionista privato nel settore della difesa personale e addestramento cani. Le ipotesi di reato contestate sono: sequestro di persona, estorsione aggravata e lesioni personali aggravate. Tutto a danno di una ex dipendente della casa di cura, che avrebbe “cantato” tutta la vicenda.
I fatti risalgono al gennaio scorso. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini svolte dalla Digos dell Questura di Chieti, coordinate da sostituti procuratori Giuseppe Falasca e Rosangela Di Stefano, e supportate da intercettazioni telefoniche, Angelini, avvalendosi della collaborazione di Ceracchi, avrebbe sequestrato la dipendente utilizzando un veicolo in suo possesso. La presunta vittima, immobilizzata con il laccio al collo e sotto minaccia di un coltello, sarebbe stata costretta a rimanere a bordo dell’auto per un notevole lasso di tempo, sottoposta a minacce e lesioni. Sempre con la collaborazione di Ceracchi, Angelini avrebbe intimato alla vittima la consegna dei beni. Entrambi gli indagati, nel corso delle indagini, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.